Pasqua al risparmio
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fonte:
- Il Messaggero
Una spesa di Pasqua col freno a mano tirato con il Codacons Umbria che parla di crollo dei consumi di uova al cioccolato e colombe del 30%. «Se devono tagliare, le persone tagliano su questo ? spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria ? anche per gli aumenti che consideriamo consistenti. Invece si è meno disposti a rinunciare alla torta di Pasqua o all’ agnello anche se le quantità sono ridotte rispetto agli anni scorsi. Non è un caso che come modalità di acquisto l’ Umbria e l’ Italia siano tornate ai livelli dei primi anni Ottanta». Con la differenza che allora la spesa era condizionata da un’ inflazione a due cifre: oggi a condizionare i consumi è la prospettiva di pagare più imposte e tasse (vedi Imu e Iva) e la realtà quotidiana dei rincari dei carburanti. «Tutti i listini sono ormai cadenzati dagli aumenti dei prezzi di benzina e gasolio ? aggiunge Falcinelli ? che, puntuali, sono arrivati prima di una festività importante: rispetto a un anno fa il pieno di verde è più caro di 18 euro». Non diverge l’ analisi dell’ Adoc Umbria secondo cui, ad esempio, una colazione pasquale (salame, torta, uova) costa tre euro in più rispetto al 2011 (+3%) mentre per il pranzo pasquale una famiglia di 4 persone dovrà sborsare circa 15 euro in più (+10,3%). «Ma il record di aumento ? osserva il presidente Angelo Garofalo ? si registra per uova e colombe i cui prezzi al dettaglio sono saliti in media del 21,9 e dell’ 11,9%». Qualche esempio, il prezzo dell’ uovo Bauli è salito di 2,49 euro al chilo (+9%), il Nestlé principesse di 8,62 (28,8%); quanto alle colombe, la Maina in offerta costa 20 cent in più (+10%), la Melegatti al cioccolato 84 cent (+17%). Quanto al prodotto tipico della tradizione umbra, la torta (o pizza) di Pasqua, quella artigianale si trova in media a 12,30 euro al chilo con un aumento, a seconda delle ricette e dei forni, del 12% circa mentre quella comune in alcuni casi ha visto il prezzo scendere del 10% circa. Farla in casa, considerando i rincari degli ingredienti, costa circa 90 cent in più e con 11,30 (più costi energia per l’ uso del forno) se ne possono preparare due. «Quella di cucinarla in casa è una tradizione che resiste ? spiega Pietro Passeri, presidente provinciale Fida Perugia ? a patto che gli ingredienti siano in offerta: a partire dal parmigiano reggiano. Per andare incontro ai clienti, pur pagandolo 11,90 euro al chilo più Iva al 4%, lo abbiamo messo in promozione a 12,90 euro/kg». Proprio sulle offerte, negozi e supermercati fanno la corsa per accaparrarsi i clienti last minute. «Le promozioni sono così tante che il problema di spendere poco per la spesa di Pasqua non esiste». Osserva Lucio Tabarrini, commerciante perugino specializzato in macellazione che insieme a quella dei prezzi da anni combatte anche la battaglia della qualità. Pur essendo più caro, ad esempio, in tanti preferiscono l’ agnello nato e allevato in Umbria il cui costo nelle macellerie tradizionali varia da 13 a 18 euro al chilo per il coscio da 8 a 10 per la spalla. «Gli stessi prezzi dello scorso anno», garantisce Tabarrini. A prescindere dai listini dei prodotti tradizionali, a preoccupare sono i rincari degli altri prodotti. «Pasta, biscotti, liquori e surgelati sono già aumentati ? fa notare Passeri ? e la causa principale è l’ incidenza dei costi del trasporto su gomma. Ciononostante cerchiamo di applicare gli stessi prezzi del 2011, ma non sappiamo fino a quando sarà possibile».
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