19 Aprile 2019

Pasqua a tavola: un business da 8 miliardi. A sorpresa maxi aumenti delle uova di cioccolata: fino al 420%

 

Quasi un italiano su 3 (il 32%) ha scelto di mettersi in viaggio per una vacanza approfittando della fortunata combinazione di ponti nel periodo compreso tra Pasqua, 25 aprile e il primo maggio. È quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixè che evidenzia peraltro uno scaglionamento delle partenze nell’arco delle due settimane con un primo gruppo di oltre 5 milioni di italiani in partenza con la Pasqua. Le mete preferite – sottolinea la Coldiretti – restano quelle lungo la Penisola che consentono di ottimizzare il tempo a disposizione ma c’è anche un 14% che varca le frontiere.

Il peso del caro benzina

Gli italiani che si sposteranno in auto durante le feste di Pasqua e per i prossimi ponti del 25 aprile e 1 maggio dovranno però mettere in conto una stangata con rincari complessivi per 110 milioni di euro per la benzina. Lo scrive in una nota il Codacons, che denuncia il forte rialzo dei listini di benzina e gasolio registrato nelle ultime settimane. «Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno la benzina costa oggi il 4,8% in più per la modalità servito, mentre per il gasolio si registra l’aumento più elevato, con un litro di diesel che costa mediamente il 7% in più rispetto al 2018 in modalità servito», spiega il presidente Carlo Rienzi. «Questo significa che per un pieno si arriva a spendere 4 euro in più per la benzina e 5,5 euro in più per il gasolio».

Un pranzo da 8 miliardi

E a proposito di viaggi e vacanze, in Italia vale 8 miliardi il business annuale del pranzo di Pasqua a tavola. A rilevarlo, relativamente all’anno 2017 (ultimo anno disponibile), è la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Dall’indagine di mercato emerge che il ricavato settimanale per le celebrazioni della festa è di 155 milioni con Lombardia e Piemonte che guidano la classifica del fatturato seguite da Veneto, Campania e Lazio. Dal punto di vista dell’occupazione il report economico mette in luce che Napoli è prima per numero di imprese (oltre 3 mila imprese e 5 mila addetti). Roma conta 1700 imprese, Bari, circa 1.500 attività e 3 mila addetti, Torino e Salerno con 1.200 imprese e rispettivamente 3.600 e 2.000 addetti.

La sorpresa degli aumenti della cioccolata

E’calcolata in oltre 400 milioni di euro la spesa a Pasqua per uova di Pasqua e colombe. A stimarlo è un’indagine di mercato della Cna agroalimentare (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola media impresa) condotta tra i suoi iscritti. L’analisi registra che due famiglie italiane su tre consumeranno perlomeno una colomba. Il giro d’affari previsto è di 170 milioni di euro. Le colombe industriali, in considerevole maggioranza per quantità, vincono la sfida – spiega una nota – su quelle artigianali e semi-industriali con un rispettivo giro d’affari di 90 milioni contro 80 milioni. Saranno invece oltre 16 milioni le uova di cioccolato che si consumeranno per una spesa di circa 250 milioni di euro solo per le pezzature medio-grandi.
A Pasqua la stagione della uova di cioccolata si accompagna, tra l’altro, a maxi rincari. Un’analisi condotta in Europa da M&G Investment, citata dal sito del Sole 24 Ore, rivela infatti che la cioccolata di uova e coniglietti risulta molto più costosa rispetto al resto dell’anno: secondo la ricerca, Lindt guida i rincari (+420%), seguita da Ferrero (+135%) e da Milka (+94%). Il Sole cita anche la bizzarra circostanza delle quotazioni del cacao, rimasti sostanzialmente stabili durante tutto l’anno: secondo l’Organizzazione mondiale del cacao (Icco) i maggiori produttori mondiali si aspettano una produzione in aumento rispetto all’anno passato. Cosa giustifica allora aumenti consì netti rispetto all’anno passato? Molto probabilmente altri fattori della struttura dei costi, tra cui le spese di marketing e di distribuzione.

Il boom della Lombardia

Più di un terzo del fatturato legato ai settori del pranzo di Pasqua in Italia è prodotto in Lombardia, che con i suoi 3 miliardi di ricavi annuali nel 2017, ultimo anno disponibile, di cui 2 miliardi a Milano, su un totale nazionale di 8 miliardi, è stata la Regione che, subito seguita dal Piemonte, ha trainato le vendite del settore. Un dato pari a 39 milioni di business a Milano a settimana su 60 milioni settimanali in Lombardia e 155 milioni in Italia. Per fatturato, dopo Lombardia e Piemonte si collocano Veneto, Campania e Lazio. Lo rivela la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che insieme a Confcommercio Milano, Confartigianato Imprese, Unione Artigiani, Comitato dei Maestri Pasticceri Milanesi ha promosso quest’anno un itinerario tra panetterie e pasticcerie che aderiscono al progetto dei dolci tipici della tradizione milanese. «Produrre in modo artigianale con l’accuratezza, la sapienza, gli ingredienti nostrani e il buon gusto di una volta -áha dichiaratoáin una nota Marco Accornero, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e segretario generale dell’Unione Artigiani della Provincia di Milanoá-ááe’ il senso della nostra iniziativa coi maestri pasticceri, per valorizzare la qualita’ dei prodotti tipici della nostra citta’, anche legati alle feste». «Occorre riscoprire lavorazioni e sapori antichi come fattore di appartenenza alla realta’ in cui viviamo e al nostro territorio affidandoci alla qualita’ dei nostri prodotti artigianali», ha aggiunto VincenzoáMamoli,ámembro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Segretario regionale di Confartigianato Lombardia.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox