7 Luglio 2012

Partono oggi i saldi estivi si prova a superare la lunga crisi

Partono oggi i saldi estivi si prova a superare la lunga crisi

di LUCA BRUGNARA L’ ora ics, attesa o meno che sia, scatta da oggi. Tra speranze e polemiche, parte la stagione dei saldi estivi: per sei settimane, quindi fino a sabato 18 agosto, a Rieti e in tutto il Lazio, negozi e centri commerciali possono vendere la merce a prezzi ribassati. Questa edizione cade in un momento di certo non facile per l’ economia. «La speranza di una ripresa degli affari c’ è sempre – osserva il presidente di Ascom Confcommercio Rieti, Antonello Castellani – ma bisogna considerare il quadro generale. Per Rieti, speriamo in un buon andamento, anche grazie alle iniziative e alle manifestazioni culturali presenti in questi giorni e nelle prossime settimane». L’ edizione invernale dei saldi si è chiusa con un rosso, rispetto all’ anno precedente, intorno al 20 per cento e, anche nei mesi successivi, fino a giugno, lo scenario non ha fatto registrare svolte in positivo. «Rispetto al 2011, le vendite non vanno bene – ha commentato il presidente regionale di Confesercenti, Valter Giammaria – c’ è stato un calo dei consumi del 30-40 per cento in settori come quello dell’ abbigliamento e delle scarpe. Nel primo fine settimana di saldi, ci aspettiamo un incremento del 20-25 per cento delle vendite, recuperando così quanto finora abbiamo perso». Da tempo, è allo studio una modifica delle norme e dei tempi di avvio delle vendite ribassate e, nei giorni scorsi, da Confcommercio e Confesercenti è arrivato un no a una deroga, in corsa, sui saldi estivi. Nella giornata di domani e domenica prossima (ma anche nelle successive), l’ orientamento di gran parte delle attività di Rieti, Cittaducale, Antrodoco, Fara, Magliano, e degli altri comuni, oltre ai centri commerciali, è quella di rimanere aperti. Almeno nelle zone centrali e soprattutto nel pomeriggio, si punta molto sui saldi, anche in una giornata festiva. Le stime di spesa, a famiglia, oscillano tra 127 euro delle associazioni dei consumatori e 250 euro delle organizzazioni di categoria. Pessimista il Codacons, che ipotizza una flessione delle vendite tra il 10 e il 15 per cento, anche per la concomitanza con le spese dell’ Imu, da poco sostenute. «Il dato è particolarmente negativo – conclude il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – considerato che già lo scorso anno si era registrato un analogo crollo delle vendite. Oltre all’ Imu, influiranno la crisi ancora in corso e la scarsa fiducia dei cittadini nel futuro economico nel nostro paese». RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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