10 Gennaio 2002

Partono le cause da stress da fila

Come un fiume colorato. Il groviglio di sciarpe e cappotti invade il marciapiede. Poi scompare. E si perde dietro l?angolo del palazzo. Nuvole di fumo e rabbia. Sono i forzati della fila. Un tormento lungo ore al quale adesso c?è chi ha deciso di dire basta. Contro lo stress da code formato-sfinimento ecco la prima causa. A intentarla davanti al Giudice di Pace è stata una signora di Roma. Una delle numerose vittime dell?euroattesa. Era lì, incollata davanti alla porta della filiale del suo istituto di credito, ma dopo un?ora la stanchezza l?ha messa al tappeto. Così, ha chiesto due milioni di lire quale risarcimento del danno biologico subito. Una protesta che potrebbe presto essere copiata dalla marea di tartassati dello sportello. Anche ieri, infatti, è stata una giornata da delirio. Poste e banche hanno fatto a gara per aggiudicarsi l?oscar del servizio-colabrodo. Tra proteste, impiegati maleducati, soprusi e branchi di soliti furbi che cercano di dribblare le code regolari con mille pretesti c?è davvero poco da stare allegri.
Come sopravvivere. Insomma, al caos non c?è mai fine. Il Codacons, comitato per la difesa dei consumatori scende in campo con quattro suggerimenti: un?ora prima dell?orario previsto di chiusura della filiale o dell?ufficio postale pretendete che gli impiegati facciano entrare tutti i presenti numerando l?ordine di arrivo. In caso di rifiuto chiamate il 112 o il 113 segnalando l?illegittimità. E ancora: se arrivati allo sportello o entrati nella filiale il servizio dovesse cessare per qualsiasi motivo si può chiedere il risarcimento del danno, in quanto la banca o le Poste devono assicurare il servizio. Infine, in ogni caso, quando l?attesa supera i 30 minuti, anche al di fuori della filiale, è utile assicurarsi il nome di due testimoni se si sceglie di far causa.

Occhio agli aumenti. E il caffè resta in cima alla classifica degli euro-rincari selvaggi. Seguono cappuccino e brioche. Perciò attenti, vale sempre lo stesso consiglio: disertate bar e latterie e comunque tutti i negozi che sono improvvisamente diventati più cari. Intanto a Napoli la polizia tributaria in borghese va in giro per mercati e rivendite proprio per stanare chi imbroglia. A Milano, ad esempio, i vigili urbani hanno multato undici commercianti dall?arrotondamento facile. Una pratica che sembra diffusissima. Proprio per questo i rappresentanti dei consumatori hanno chiesto le dimissioni del segretario generale del Comitato Euro, Giancarlo Del Bufalo che le ha accusate di «fare terrorismo». Pronta la sua replica. «Non mi dimetterò – ha detto – Se lo vorrà me lo chiederà il ministro». E poi ha aggiunto: «Non ho accusato le associazioni il cui ruolo è prezioso anche nel monitoraggio dei prezzi. Ma solo alcune – ha chiarito – che già dal mese di ottobre hanno cominciato a lanciare allarmi sui ritocchi dei prezzi che mi sono sembrati privi di validità».

Voglio i soldi italiani. Ha detto proprio così una pensionata di 78 anni di Siracusa all?impiegato della sua banca che le pagava la pensione in euro. Non ci ha pensato neanche un attimo e al cassiere sbigottito ha urlato: «Datemi i soldi, quelli soliti, quelli italiani: devo pagare luce e telefono, questo danaro qui non so proprio dove portalo». Inutili le spiegazioni. «Queste sono cose diaboliche – ha commentato l?anziana – una vera e propria follia». Poi, borbottando ed imprecando, ha girato i tacchi ed è uscita dalla banca senza intascare il denaro. Con una promessa: «Tornerò nei prossimi giorni, per trovare i soldi ma quelli giusti».

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