3 Luglio 2014

Partono i saldi estivi ma nessuno ci crede

Partono i saldi estivi ma nessuno ci crede

COMMERCIO Tornano i saldi. Dopo quelli invernali, sotto con quelli estivi. Cominciano sabato ma in pochi lo sanno, e quasi a nessuno interessano. Torna il festival dell’ ipocrisia, anche questo tra i responsabili dell’ affossamento del commercio. In città, giusto per fare un esempio, per il weekend c’ è più attesa per le gare di sbandieratori e musici che danno il via al mese quintanaro che non per i prezzi al ribasso proposti da vetrine sempre più spoglie e meno numerose. Saldi al via sabato in tutte le Marche e, al contrario di alcuni anni fa, stessa data anche nelle regioni limitrofe. Finito dunque il fenomeno di emigrare nel vicino Abruzzo per mettersi in fila davanti alla prima boutique che scontava con 24 ore di anticipo. «Non fanno più notizia – commentano con amarezza il direttore della Confcommercio, Giorgio Fiori, e il neo presidente del sindacato comunale abbigliamento, calzatura e moda, Corrado Fedeli – perché in tanti per arginare la crisi propongono sconti e promozioni tutto l’ anno». La legge non vieta di pubblicizzarli attraverso più semplici e meno costosi sms e mail: unico vincolo non applicarli nel mese precedente. Chi controlla se in realtà le cose vanno così? Nessuno, o quasi. E Fiori lo sa bene. «Dovrebbero pensarci i vigili urbani, ma anche le altre forze di polizia – dice il direttore dell’ associazione che sia a livello nazionale che locale annovera il maggior numero di commercianti – ma è anche vero che ci sono aspetti più importanti su cui vigilare. Non sta scritto da nessuna parte, ma una sanzione di questi tempi sarebbe come sparare sulla Croce Rossa». Saldi dunque alla «fai tu» con i negozi che ad Ascoli hanno iniziato ad applicare sconti e super sconti da settimane, anche contattando direttamente i clienti più affezionati. Il motivo per cui si rafforza la proposta di tanti commercianti che chiedono la liberalizzazione generale: manca solo nero su bianco, di fatto è già così. I saldi, che iniziano solo se comunicati al Comune cinque giorni prima, terminano (solo ufficialmente) il primo settembre. Chi non si arrende è il Codacons che puntualmente presenta stime sulle tendenze. Secondo il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, anche nelle Marche «le 80 euro in più in busta paga introdotte dal Governo Renzi aiuteranno il commercio contribuendo a contenere la riduzione delle vendite», salvo poi aggiungere che «non potrà fare miracoli perché le famiglie preferiranno dirottare i soldi su consumi primari» e conclude: «Si prevede un avvio dei saldi migliore rispetto agli ultimi anni ma alla fine le vendite saranno ancora con segno negativo». Alla resa dei conti, due i numeri fondamentali: – 9% rispetto al 2013, spesa procapite non più di 86 euro. Andrea Ferretti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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