3 Gennaio 2005

Partono i saldi «anticipati»

Partono i saldi «anticipati»

Da oggi le svendite, ma la Confcommercio teme un flop nei primi giorni

È già tempo di saldi. Con quattro giorni di anticipo rispetto all?apertura delle svendite dello scorso anno, da oggi in Veneto e in Piemonte i negozi ribassano i prezzi per gli sconti – sembra strano dirlo appena dieci giorni dopo Natale – di fine stagione. Ma non sono le regioni capofila. Ieri, domenica 2 gennaio, a partire con i saldi è stata la Campania. Tutte le altre, comunque, come tradizione dopo l?Epifania. A chiudere sarà la Val d?Aosta, il 10 gennaio. A Verona dunque da oggi vetrine con le scritte «saldi» e cartellini con i prezzi ribassati, come vuole la legge. E qualcuno si morderà le mani nel vedere venduti a prezzi «sforbiciati» gli stessi articoli acquistati qualche giorno con un salasso di euro. Secondo la sezione veneta di TelefonoBlu, durante i 50 giorni del periodo dedicato a queste possibilità di acquisto ogni famiglia veneta spenderà in media 230 euro, una cifra superiore ai 220 euro previsti in media per il Nord Italia, i 180 del centro e i 140 euro delle famiglie del Sud.
Ed è un anticipo di saldi che non ha mancato di sollevare polemiche. All?annuncio della data del 3 gennaio, decisa dalla giunta regionale qualche giorno prima di Natale, il presidente della Confcommercio veronese Fernando Morando aveva replicato affermando che l?anticipo dei saldi dal 7 al 3 gennaio non avrebbe consentito ai negozianti di organizzarsi in tempo per rispettare le norme di legge, e inoltre un esordio così a ridosso di Natale e Capodanno avrebbe esposto le svendite al rischio di un inizio in sordina. Praticamente lo stesso ha detto ieri Pierre Orsoni, presidente di TelefonoBlu: «I consumatori attenderanno almeno il 15 del mese prima di effettuare acquisti. I saldi così non hanno più senso. In realtà servirebbero una vera concorrenza e prezzi liberalizzati».
Telefono Blu- Sos Consumatori ha attivato anche per quest?anno un servizio di monitoraggio e un centralino per segnalare eventuali reclami, irregolarità, mancanza di trasparenza, messaggi ingannevoli. Secondo l?organizzazione dei consumatori le denunce più rilevanti (lo scorso anno sono state 160 le segnalazioni in tutto il Veneto) riguardano la merce priva di prezzo, il rifiuto del commerciante a accettare carte di credito e bancomat e la mancata sostituzione della merce.
Comunque, per evitare «possibili trabocchetti» l?Intesa dei Consumatori mette in guardia gli amanti dello shopping sotto prezzo con dieci consigli utili. Conservare sempre lo scontrino e servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia sono i primi consigli che Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc rivolgono agli utenti. Ma c?è anche dell?altro: prima di acquistare è meglio farsi un giro per diversi negozi così da poter realmente verificare i prezzi. E se «pensate di aver preso una fregatura rivolgetevi all?ufficio comunale per il commercio o ai vigili urbani».
Il vademecum contro le «trappole» in negozio invita a sospettare proprio degli sconti troppo elevati. Inoltre i capi che vengono esposti in saldo dovrebbero essere della stagione. Tuttavia, ricorda sempre Confcommercio, nulla vieta di porre in vendita capi non appartenenti alla stagione in corso. Inoltre il cambio degli articoli acquistati – ricorda sempre l ? associazione dei commercianti – è lasciato generalmente alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l ? obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione, ma anche della riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Chi fa l ? acquisto, però, è tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
Anche sulla prova dei capi la discrezionalità è tutta del negoziante, che può quindi decidere se lasciarli indossare agli acquirenti oppure no. Nessuna deroga, invece, per il pagamento con carte di credito, che devono essere accettate qualora sia esposto nel punto vendita l ? adesivo che attesta la relativa convenzione.
Infine, il punto nodale è l? indicazione del costo: il negoziante ha l ? obbligo di segnalare il prezzo di vendita normale, lo sconto e il prezzo finale.

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