Partiti i saldi, ma negozi semivuoti neanche gli sconti risvegliano i consumi
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fonte:
- la Repubblica
ROMA – La prima giornata di saldi è stata una guerra di cifre più che una lotta tra clienti per accaparrarsi il capo preferito al miglior prezzo. Sotto un sole che invitava decisamente alla spiaggia o al lago invece che alla ressa nei negozi, sono infatti partiti ieri in tutt’ Italia gli sconti di stagione, ultima speranza di far quadrare i conti segnati dalla crisi. E se nel 2012 un italiano su due ha ridotto, rimandato o rinunciato all’ acquisto di abbigliamento, come testimonia una indagine Coldiretti, neanche i saldi sembrano destinati a risollevare le sorti del settore: tra dubbi nella scelta di come spendere e pochi soldi, ieri c’ erano più file ai camerini che davanti alle casse. A poche ore dall’ apertura di boutiques e centri commerciali è scattata la battaglia delle cifre tra le associazioni di categoria, tutte rigorosamente col segno meno davanti. Se da Milano a Palermo, passando per Firenze e Roma non ci sono state resse neppure nelle vie del centro e della moda, tranne turisti carichi di pacchetti, il Codacons parla di un vero e proprio flop con un calo nelle vendite tra il 20 e il 30 con una spesa pro capite sugli ottanta euro mentre la Confcommercio più ottimista limita i danni ad un meno 9% e vede per ogni famiglia una media di 100 euro di spesa a testa. Per un valore complessivo di 3,7 miliardi di euro pari al 12% del fatturato annuo del settore. Federconsumatori e Adusbef dicono la loro, proiettando un meno 7 per cento negli acquisti e con una spesa a famiglia di 127 euro. Prezzi scontati in questi giorni ma anche maggior scelta, perché visti i pochi acquisti fatti durante l’ anno, ci saranno più scorte e taglie tra la merce in saldo. E cosi via, per un ipotetico viaggio a caccia di sconti. A Milano le strade appaiono solo un po’ più movimentate del solito, con turisti mediorientali e asiatici che, carichi di pacchetti, fanno incetta di acquisti. Niente ressa fuori dai negozi, niente frenesia, qualche coda fuori dalle boutique di via Montenapoleone come Gucci. La crisi si farà sentire pesantemente, prevede Federmodamilano che stima un valore complessivo delle vendite di 450 milioni di euro, con un acquisto medio a persona di 154 euro. Gli sconti medi saranno del 40%. Anche a Firenze niente code, se non davanti al centro commerciale I Gigli dove prima dell’ apertura c’ erano duemila persone in attesa. E nella regione dove i consumi sono calati del 5 %, la Confesercenti pensa che i toscani spenderanno 5 milioni di euro in questi giorni di sconti. A Roma affollate le strade del centro, meno i negozi. E se punti vendita delle grandi catene di abbigliamento, scarpe e accessori sono gremiti, le file fuori dai negozi delle grandi griffe non sono lunghe come in altre stagioni. Più lunghe le file ai camerini che alle casse. Torino è un’ eccezione nel pessimismo. È una «partenza vivace» dicono all’ Ascom dove prevedono una spesa media per famiglia di 250-280 euro, una cifra simile a quella del 2011 e che, moltiplicata per i potenziali acquirenti torinesi, vale un giro d’ affari da 100 milioni di euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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