Partita aperta sulla Service tax Gli inquilini già alzano gli scudi
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fonte:
- L`Unità
«Voglio tranquillizzare gli inquilini: l’ orientamento del governo è chiaro, la tassazione complessiva si ridurrà». Dopo le rassicurazioni di Enrico Letta, arrivano anche quelle del sottosegretario all’ Economia, Pier Paolo Baretta. Un repetita imposto dagli allarmi lanciati dai sindacati degli inquilini dopo il Consiglio dei ministri che ha archiviato l’ Imu sulla prima casa e annunciato l’ arrivo della Service tax da gennaio 2014, che vedrà la compartecipazione tra proprietari e affittuari. «Scaricare, anche parzialmente, i costi dell’ operazione Imu sugli inquilini è inaccettabile – è l’ altolà dei sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat, che prevedono una stangata media di mille euro – La Service tax avrà un effetto moltiplicatore del costo dell’ abitazione con il risultato di aumentare gli sfratti per morosità». Anche il premier Letta torna sul tema: «Deve riguardare soprattutto la proprietà – ribadisce – e i meccanismi di peso che riguardano i servizi e l’ utilizzo degli spazi comuni». In ogni caso, insiste il capo del governo, «questo non è un altro nome dell’ Imu». Il peso fiscale sarà anzi ridotto, dice anche il segretario Pd Guglielmo Epifani: «Se oggi la somma di Imu e Tares dava 6 miliardi, la Service ne costerà 4. Il superamento dell’ Imu serve al Paese». Una questione in realtà sollevata da più parti, come associazioni di consumatori quali il Codacons («il governo prende in giro gli italiani, dato che dà una cosa con la mano destra e se la riprende con la sinistra»), dall’ Unione degli studenti Universitari, che temono soprattutto peri fuori sede. E dai sindacati. «Ci auguriamo che questa scelta non si traduca nel fatto che pagano gli affittuarie la parte più debole – dice la leader Cgil Susanna Camusso – perché questa volontà di negare che ci sia una relazione tra tassazione e patrimonio, il Paese non può più reggerla». La soluzione Service tax non convince nemmeno l’ ex ministro delle Finanze Pd Vincenzo Visco, che sul sito InPiù pronostica che «a pagare di più sarà il ceto medio». «Pagheranno di più gli affittuari – commenta – e i sindaci faranno ricorso a contorsioni acrobatiche per distinguere un metro quadro da un altro per assicurare detrazioni, differenziare le aliquote eccetera». «Le preoccupazioni sono legittimerisponde Baretta – ma il governo non intende affatto scaricare sugli inquilini il peso del superamento dell’ Imu». Poi spiega: «Già oggi si pagala tassa sui rifiuti: la nuova imposta sostituisce la Tares e aggiunge alla base imponibile una componente patrimoniale. In pratica paga l’ inquilino come prima ma in più paga anche il proprietario, perché i servizi aumentano il valore patrimoniale dell’ immobile». Negli intenti, non si tratterà nemmeno di una semplice partita di giro, anche perché con la legge di Stabilità di ottobre non solo verrà definita la Service tax, non solo verrà messo nero su bianco il finanziamento per l’ abolizione della seconda rata dell’ Imu (2 miliardi), ma «verranno stanziati anche altri 2 miliardi- aggiunge Baretta- destinati ai Comuni per diminuire la tassazione». Sempre, ovviamente, che le coperture si trovino, considerando che i dossier economici sono molteplici: il primo da affrontare, sul quale si è già aperto un fronte polemico, è quello della sospensione per altri tre mesi del rialzo di un punto di Iva (1 miliardo da trovare). E fermo restando che l’ Imu sulle seconde e terze case si continuerà a pagare (su quelle sfitte tornerà anche il vecchio prelievo Irpef). Della nuova Service tax, che dovrà essere definita insieme ai Comuni, al momento è chiara solo l’ ossatura principale, compreso il fatto che sarà progressivae peserà dimeno sulle famiglie numerose. Sostituirà l’ Imu prima casa (4,4 miliardi) e la Tares (che pesa in media 350 euro a famiglia), l’ imposta per il servizio di gestione dei rifiuti, e dovrà tener conto del principio europeo «chi inquina paga». La componente che ingloba la Tares (si chiamerà Tari) sarà dovuta da chi occupa locali o aree suscettibili di produrre rifiuti. La commisurazione della tariffa sarà sulla base delle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie. La seconda componente coprirà i servizi indivisibili, e sarà a carico sia del proprietario che del locatario. Sarà il Comune a scegliere la base imponibile, se la superficie o la rendita catastale. E sempre i sindaci dovranno decidere le aliquote da applicare, con ampi margini di manovra (in correlazione con i magri bilanci con cui sono costretti a fare i conti), fermo restando che le massime le fisserà il governo.
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