Partenza al rallentatore per i saldi
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
MILANO Potrebbero essere stati gli ultimi colpi di coda della crisi. Oppure la giornata di caldo africano che ha consigliato a molti di fuggire dalle città ancora intasate dal traffico. Certo è che, a Roma come a Milano, l’ apertura dei saldi estivi, contrariamente alla tradizione, non si è trasformata in un assalto a negozi, boutique e a centri commerciali. Anche la cultura dell’ eleganza fa, insomma, i conti con la recessione. In una giornata caldissima (36? alle 16 del pomeriggio), i modaioli milanesi si sono aggirati soprattutto nelle catene di negozi a basso prezzo di corso Vittorio Emanuele, via Torino e corso Vercelli. Le boutique delle grandi griffe in via della Spiga e in via Montenapoleone sono invece state prese di mira soprattutto dagli stranieri, in particolare giapponesi e russi. Ma di code alle casse , malgrado Federmodamilano segnali un leggero incremento sul 2009 (+1%)s, neanche a parlarne: solo sparuti capannelli di mattinieri "previdenti" in attesa che si alzassero le serrande e qualche rallentamento, soprattutto nei negozi di scarpe, quando i commessi hanno contingentato gli ingressi per motivi di sicurezza o igiene. Nulla di frenetico e caotico, nonostante i saldi siano partiti subito da sconti del 50 per cento. E a dominare su tuttoc’ è l’ attenzione a non farsi prendere la mano nelle spese: «Nessuno compra più quello che trova attratto solo dallo sconto – spiega una commessa in corso Vittorio Emanuele -. Conoscono i capi che vogliono acquistare e in tanti si sono segnati il prezzo in precedenza. Stiamo lavorando sodo, ma nulla a che vedere con il passato». «Vengo da Lodi con mia figlia e mia nipote – racconta un papà che sembra un facchino tanto è carico di borse e sacchetti -. Loro fanno l’ università qui in centro e durante le scorse settimane hanno battuto le vetrine e scelto i rispettivi desiderata. Stanno attentissime ai prezzi, e infatti è da stamani che giriamo con questo caldo», chiude sconsolato. Parsimonia e attendismo, visto che c’ è anche chi spera in uno sconto ancora più alto verso la fine del mese. A Roma, ieri, di fronte alle vetrine pochi italiani, pochissimi romani e tanti turisti stranieri. Complice il sole e la temperatura da capogiro, l’ inaugurazione dei saldi anche nella capitale è avvenuta in sordina. «Niente di preoccupante -assicura il presidente di Federabbigliamento Roma, Roberto Polidori – la gente è andata al mare, non fa la corsa al saldo». Diverso, invece, l’ atteggiamento dei commercianti, che aspettavano l’ appuntamento con ansia, «anche perché – è il ritornello – l’ estate è arrivata in ritardo e gli assortimenti sono ancora pressoché integri». Decisamente più frequentati i centri commerciali e i grandi outlet, che hanno chiuso un primo semestre in crescita grazie al maggior afflusso di stranieri. Parcheggi pieni e code lungo le gallerie del Fidenza Village, del Fashion District di Mantova, di Mondovicino Outlet Village di Mondovì e del Serravalle Designer Outlet. Ma anche qui l’ atmosfera non è da corsa all’ acquisto:secondo Stefano Zerbi di Codacons, davanti ai grandi negozi e alle catene di moda, «ci sono molte file, ma gli acquisti non sono ancora decollati. La gente è impegnata in un primo giro esplorativo per farsi un’ idea dei prezzi e fa solo acquisti di piccola entità». Nessun allarmismo, tuttavia, fra gli addetti del settore, anche perché, pur se Fismo e Confesercenti segnalano per i 150mila negozi italiani di moda cali di vendite nei primi sei mesi dell’ anno nell’ ordine del 20%, il centro studi di Federabbigliamento ha stimato per questa tornata di saldi una spesa media di 340 euro a famiglia. Un giro d’ affari complessivo valutabile attorno ai 4 milioni, che potrebbe dare quella boccata d’ ossigeno che tutti aspettano ormai da mesi.
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