Parte l?iniziativa per proibire gli Ogm nelle campagne umbre
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fonte:
- Il Messaggero
Dopo aver trovato un denominatore comune nella lotta al caro vita, imprese agricole e consumatori consolidano la loro alleanza nel segno della sicurezza alimentare e contro l?invasione degli organismi geneticamente modificati in agricoltura. Il nuovo banco di prova è la ?Coalizione Umbria libera da Ogm? nata ieri a Perugia con l?obiettivo di difendere tipicità e tradizioni agricole e alimentari. In linea con un modello agricolo che in Umbria è in aperta contraddizione con il principio della ?coesistenza? sancito dal Decreto Alemanno in tema di colture transgeniche, convenzionali e biologiche.
Così ecco il patto anti-Ogm stretto da Coldiretti e Aiab con Adiconsum, Adoc, Adusbef, Codacons, Acli Lega consumatori, Confconsumatori, Federconsumatori. Ad imprese agricole, tradizionali e biologiche, e consumatori si sono uniti politici (Ds, Rifondazione comunista, Margherita, Verdi sole che ride, Sinistra ecologista), associazioni (Legambiente, Slow food), imprese commerciali (Confesercenti, Coop) e sindacati (Flai Cgil). «Ma la coalizione è aperta a tutti coloro che si riconoscono nel suo manifesto – precisa Sergio Marini, vice presidente di Coldiretti – e nasce sulla scia di quanto fatto a livello nazionale per rendere l?Italia libera da Ogm. Dopo il Decreto che rimanda le decisioni alle Regioni era necessario fissare alcuni principi che per il momento sono stati accolti da 25 tra organizzazioni e associazioni. L?obiettivo è unico e comune: mantenere le coltivazioni Ogm fuori dall?Umbria». Un atto dovuto in una regione dove l?introduzione delle colture geneticamente modificate sarebbe in contraddizione con modello di politica agricola definita nel Patto per lo sviluppo. «In Umbria si tende a tutelare la tipicità, il biologico e la biodiversità – fa notare Vanessa Pallucchi, presidente regionale Legambiente – e le colture Ogm sono una minaccia imprevedibile anche per le possibili contaminazioni da polline sulle altre coltivazione».
Un coro di no al trangenico su tutti i fronti. Per il sindaco di Foligno Manlio Marini, non regge neanche il motivo etico che le coltivazioni Ogm salverebbero il mondo dalla fame. «Sarebbe meglio pagare bene i prodotti che arrivano da quelle terre». La questione parte dalla terra e finisce sui banchi di negozi e supermercati alimentando dubbi e insicurezze nei consumatori. «Insistiamo con il principio della precauzione», dice Carla Falcinelli, presidente regionale del Codacons. «Non sappiamo se gli Ogm fanno bene o male alla salute ma è diritto dei consumatori sapere se nei prodotti che acquistano ci sono o no. Ed il sistema attuale e le etichette non permettono di saperlo. Ci mobiliteremo da subito con campagne per evitare che le informazioni vengano veicolate non in modo corretto. Come accaduto con la ?mucca pazza?». Sicurezza alimentare e trasparenza sopra tutto, con l`informazione sull`origine Ogm che dovrà essere messa in evidenza sull`espositore o sull`imballaggio degli alimenti venduti sfusi. «Fin quando la scienza non darà garanzie sugli alimenti prodotti con Ogm – aggiunge Antonio Bomarzi di Coop Centro Italia – i consumatori vanno informati sul contenuto e nei prodotti a marchio Coop questo già succede».
Previste campagne di sensibilizzazione verso i cittadini sui rischi Ogm («Il 90% è contrario, che futuro avrebbero i prodotti Ogm?»), ma anche nei confronti di produttori e industrie di trasformazione e distribuzione per la il contenuto Ogm risulti dall?etichetta. Chiamati in causa anche Comuni, Province e Comunità montane per dichiarare le loro aree ?Ogm free?.
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