29 Novembre 2019

Parte la corsa all’ affare è l’ effetto black friday tra mania collettiva e nuovi modi di consumo

l’ informatica e la moda: i saldi ci faranno spendere 2 miliardi dati in crescita del 20%, boom dell’ online ma la fiducia va giù l’ esperto: «il marketing fa leva sugli acquisti d’ impulso»
I soldi non fanno la felicità. I saldi sì, a giudicare dall’ attesa per il Black Friday. Informatica, telefonia ed elettrodomestici, soprattutto. Ma anche abbigliamento e accessori per la casa. C’ è chi ipotizza che il giro di affari degli acquisti di oggi potrebbe arrivare a 2 miliardi di euro. «Un dato in crescita del 20%», secondo il Codacons, che prevede 1,4 miliardi di euro di acquisti online. Le stime di Confcommercio, invece, indicano che tra oggi e lunedì faranno acquisti 4 famiglie su 10, spendendo in media 125 euro. A beneficiare del Black Friday, che non si ferma alla giornata di oggi, sarà soprattutto il mondo dell’ e-commerce, che secondo l’ Unione nazionale dei consumatori registrerà un +10,2% delle vendite rispetto al 2018. Ma le occasioni per spendere non finiscono qui. Dopo il Black Friday ci sarà il Cyber Monday. Il “lunedì cibernetico”, l’ altra etichetta, l’ altro fenomeno esploso da una decina d’ anni, che cade sempre nella settimana successiva a quella del Black Friday, e riguarda principalmente i prodotti di tecnologia, le novità dell’ hi-tech. In questo vortice di consumismo, c’ è chi protesta per il lavoro e per l’ ambiente. Lo shopping compulsivo di queste ore si traduce in lavoro extra per chi opera nel settore delle consegne. «Lavoriamo di più ma non ci vengono riconosciuti gli straordinari», hanno protestato un centinaio di corrieri che scaricano per conto di Amazon, davanti alla sede di Brandizzo (Torino) e Marene (Cuneo). «Amazon ci aumenta il lavoro tutti i giorni, siamo passati da 110 e 142 fermate per la consegna pacchi», lamentano i trasportatori. Lo sciopero è rientrato, resta l’ agitazione. E ieri c’ è stato un blitz contro Amazon a Parigi: i militanti di movimenti ecologisti francesi hanno bloccato un centro di distribuzione del colosso Usa, per denunciare i danni all’ ambiente del consumismo sfrenato. E la stessa critica arriverà dal “Green Friday”, l’ eco-sciopero dei “ragazzi di Greta Thunberg”. Non è da tanto che abbiamo iniziato ad avere familiarità con il Black Friday Da meno di 15 anni abbiamo fatto diventare anche nostra un’ usanza, nata negli Stati Uniti oltre un secolo fa, che nei Paesi anglosassoni si è diffusa già da tempo, come periodo di scontistica speciale in vista del Natale. «Da noi il cerimoniale, il rito del Black Friday, è piuttosto recente. Arriva portato dai siti di e-commerce, innanzitutto da Amazon e Apple, a partire dagli anni 2005-2006», spiega il professor Davide Arcidiacono, che alla Cattolica di Milano insegna Sociologia dei consumi. Poi c’ è stato un fattore che ha favorito gli sconti lontani dai tradizionali saldi di gennaio e di luglio. «Il Black Friday è stato sdoganato dalla liberalizzazione del commercio, prima con la riforma Bersani e poi con quella di Monti. Così è cambiato il modo di spendere degli italiani, prima legato alla fase dei saldi e alle nuove collezioni di moda». La corsa all’ acquisto pare un segnale di fiducia. Invece non è così, gli italiani sono meno ottimisti rispetto al passato. La fiducia dei consumatori a novembre è scesa ai livelli di oltre di due anni fa. Il “sentiment” delle imprese resta piatto. L’ Istat ha fotografato così un Paese che arriva alla fine dell’ anno con il morale basso. Preoccupa soprattutto lo stato di salute dell’ economia. In particolare le famiglie temono un aumento della disoccupazione. Di «pessimi segnali» parla anche il Codacons, puntando il dito contro la legge di Bilancio. Lo stesso fa l’ Unione nazionale consumatori. Se questi sono gli umori, le speranze di un Natale ricco si affievoliscono. L’ Istat misura una fiducia che per i consumatori si ferma a 108,5. Un indice così basso non si vedeva dal luglio del 2017. Dopo aver appagato il desiderio di acquisti, ci sarà gente più felice. I commercianti, per esempio…. Forse. Per i consumatori, dipenderà dalla consapevolezza o meno di aver fatto un affare, il vero obiettivo, il “drive” dei nostri consumi. E non è detto che sia davvero così, neppure per i negozianti. «Quella del Black Friday è una grande strategia di marketing, per stimolare l’ acquisto d’ impulso. Ma non credo che rappresenti una boccata d’ ossigeno per il commercio, perché rischia di sottrarre energia e disponibilità allo shopping di Natale. Inoltre», sottolinea ancora il docente, «oggi i prodotti scontati ci sono tutto l’ anno, quindi non è detto che si ci porti a casa beni più convenienti rispetto ad altri momenti dell’ anno». I soldi non fanno la felicità. Figuriamoci i saldi.

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