6 Luglio 2013

Parte la corsa ai saldi. Di “inizio estate” «Attenzione ai furbi C’ è chi gonfia i prezzi»

Parte la corsa ai saldi. Di “inizio estate” «Attenzione ai furbi C’ è chi gonfia i prezzi»

 

 

Li chiamano saldi di fine stagione ma in realtà la stagione estiva, almeno nel Lecchese, non è ancora iniziata. Il meteo continua a fare le bizze. Quest’ anno si potrebbe dire che sono saldi di inizio estate. Le complicazioni meteorologiche con cielo perturbato, piogge continue e freddo autunnale hanno compromesso la primavera, e l’ estate sta partendo a rilento. Domenica negozi aperti Ufficialmente i saldi iniziano oggi e come d’ abitudine dureranno sessanta giorni, anche se sono le prime due settimane a catalizzare l’ attenzione, dopo di che cominceranno ad arrivare le anteprime autunnali. Domenica i negozi resteranno aperti, o meglio i commercianti hanno la facoltà di alzare la serranda senza alcun obbligo, con la liberalizzazione degli orari ormai ciascuno è libero di fare ciò che preferisce. Quest’ anno, a differenza dello scorso anno i saldi non sono stati preceduti dalle promozioni. Niente sconti prima dei saldi, la sperimentazione durata un anno è stata accantonata. I rappresentanti delle associazioni di categoria hanno infatti chiesto alla Regione di non riproporre la sperimentazione. La Regione li ha ascoltati. In realtà poi ciascuno nel proprio negozio ha fatto ciò che preferiva. Infatti la normativa vietava solo ed esclusivamente la promozione con vetrofanie e cartelli nelle vetrine. E così i saldi ufficiosi sono ormai iniziati da tempo. Nessun cartello con la parola saldo, nessuna vetrofania irregolare, ma solo la decisone di ridurre il costo, nel tacito accordo tra venditore e acquirente. C’ è chi fa lo sconto ai possessori delle tessere fedeltà, chi manda un sms al telefonino dei clienti invitandoli a visitare il negozio e ad approfittare delle occasioni proposte, o magari a ritirare un buono sconto per la fedeltà. O addirittura basta entrare e dare un’ occhiata per avere subitola conferma che i saldi sono già in atto. Una cosa è certa, quest’ anno i ribassi di fine stagione coincidono con l’ inizio dell’ estate e sabato potrebbe esserci un buon riscontro. Potrebbe perché coi tempi di crisi che corrono c’ è poco di che scialacquare. Sessanta giorni di svendita, anche se sono le prime due settimane quelle che segnano la differenza, poi dopo la metà di luglio cominceranno ad arrivare le novità autunnali, perché il commercio corre veloce. Controllare bene il capo I primi ribassi dovrebbero essere attorno al 20 o al 30%, per poi crescere fino al 50% col passare del tempo e con l’ assottigliarsi della quantità di merce disponibile. Le associazioni dei consumatori invitano a diffidare di chi svende tutto subito al 50% o anche con sconti maggiori. Inoltre invita a controllare bene cerniere, fodere e bottoni, e a stare attenti ai fondi di magazzino che vengono mischiati con i capi di stagione. Deve essere indicato il prezzo originale, la percentuale di sconto e il costo in saldo. La merce in saldo deve essere cambiata, così come in tutti gli altri periodi dell’ anno, con capi di valore equivalente. n Parla Mauro Antonelli, responsabile del Codacons. «Prima di fare shopping – dice- è bene aprire gli armadi e valutare cosa serve realmente, fare l’ elenco preciso e acquistare solo quello che necessita. Inoltre consiglio di andare nei negozi che si conoscono bene .C’ è sempre qualcuno che fa il furbo e gonfia il prezzo su cui applicare il saldo. Invito anche a leggere bene le etichette che riguardano la composizione del tessuto, a provare il capo e a controllare che non ci siano difetti di fabbrica. La merce in saldo si può cambiare? Certo, però consiglio sempre di chiedere in anticipo al commerciante, così da evitare disguidi. Se un capo ha un difetto di fabbrica lo si può cambiare con uno identico, se questo non c’ è si può fare la sostituzione con un altro pezzo a scelta del cliente di pari costo. In caso di difetto di fabbrica e di impossibilità a sostituire con merce corrispondente alle richieste deve avvenire il rimborso in soldi. In soldi non con un buono acquisto. Quali obblighi ha il commerciante? Il commerciante deve indicare il prezzo originale e la percentuale di sconto. Il prezzo scontato non è obbligatorio ma è consigliabile indicarlo. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. Se si rifiuta segnalatelo all’ istituto di credito che potrebbe anche revocare la convezione con il commerciante. La percentuale di media di saldo attorno a che valore deve aggirarsi? Attenzione agli specchietti per allodole, ai cartelli che parlano del 70% di sconto, che poi viene applicato solo su alcuni capi. Invito a diffidare di quegli sconti oltre il 50%, probabilmente i prezzi sono stati gonfiati, o si tratta di merce dello scorso anno. n.

paola sandionigi

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