8 Maggio 2015

Parte l’ azione risarcitoria collettiva del Codacons per il caso Xylella

«A rischio 8mila posti di lavoro»

• Parte l’ azione risarcitoria collettiva del Codacons per il caso Xylella. «Sul sito dell’ associazione www.codacons.it – informa una nota – è stato infatti pubblicato il modulo di costituzione di parte offesa attraverso il quale tutti i soggetti coinvolti dalla devastazione legata al batterio possono avviare l’ iter per ottenere il risarcimento dei danni subiti». «Invitiamo tutti gli abitanti del Salento, i produttori e i coltivatori della zona a scaricare dal nostro sito il modulo di costituzione, in modo da inserirsi nel procedimento aperto dalla Procura di Lecce – spiega il presidente, Carlo Rienzi – Sarà così possibile far valere i propri diritti ed ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali subiti nei confronti dei soggetti che saranno ritenuti responsabili della diffusione di Xylella e della mancata prevenzione». Intanto il commissario straordinario incassa lo stop del Tar del Lazio. «Non so nulla, finché non ho le carte davanti non posso commentare». Il Tar ha accolto il ricorso di diversi produttori delle zone colpite dal batterio killer e di fatto ha sospeso il piano di interventi che prevede, tra l’ altro, la distruzione di tutte le piante intorno ai focolai della Xylella, anche se non malate. «Noi stiamo agendo nell’ alveo delle leggi», afferma Sil letti che è anche comandante della Regione Puglia del Corpo forestale dello Stato, spiegando che «la normativa europea non è ancora in vigore, nel momento in cui lo sarà adegueremo la normativa nazionale». Il conto degli alberi abbattuti finora dall’ inizio della gestione commissariale resta fermo a sette e probabilmente non sarà aggiornato a breve. Nell’ udienza del 6 maggio scorso dinanzi al tribunale amministrativo si erano anche costituite alcune associazioni del territorio che da settimane contrastano l’ attuazione del piano che prevede anche l’ era dicazione degli ulivi e l’ avvocato Giovanni Pesce che possiede un uliveto a Oria (Brindisi) proprio in contrada Frascata, lì dove, il 13 aprile scorso, sono stati abbattuti i sette ulivi malati che portavano, come tanti e tanti altri, segnata sul tronco con la vernice rossa una grande x. La decisione del Tar, che di fatto ferma le ruspe almeno per i prossimi giorni, viene accolta con sollievo dal fronte che si opponeva alle eradicazioni e che da settimane, giorno e notte, presidiava i focolai di Veglie ed Oria. Una battaglia che i «guardiani» degli ulivi si sono detti pronti a combattere ad oltranza pur di non vedere toccato quello che viene considerato il simbolo del territorio. «Già le mani dagli ulivi», il motto di ambientalisti, associazioni e alcuni agricoltori che considerano un’ azio ne inutile quella di eradicare centinaia di alberi per combattere xylella fastidiosa. • Emergenza xylella: i sindacati Fai, Flai e Uila nazionali hanno incontrato la segreteria tecnica del ministro Maurizio Martina per discutere delle conseguenze del batterio della Xylella fastidiosa sull’ occupazione del lavoro dipendente. Un’ allarme che i sindacati lanciano da tempo, preoccupati dalle ripercussioni che il patogeno potrà avere sull’ occupazione. Fai, Flai e Uila hanno manifestato la necessità di prevedere misure straordinarie a sostegno del reddito dei lavoratori, «a partire dagli atti legislativi già in approvazione. Nella sola provincia di Lecce, infatti, si registra già una perdita di circa 50mila giornate di lavoro che interessano presumibilmente 8mila lavoratori». I sindacati hanno ribadito l’ urg enza di aprire un tavolo interministeriale di coordinamento per individuare tutti gli strumenti necessari a tutela dell’ oc cupazione. Le sigle sottolineano: «abbiamo riscontrato disponibilità rispetto alle proposte avanzate e all’ impor tanza di restituire centralità al tema del lavoro in questa drammatica situazione». Intanto l’ eurodeputato del Pd, Pa o l o De Castro, componente della commissione Agricoltura del Parlamento di Strasburgo dice: «c’ è la massima allerta per l’ emergenza xylella ma con la collaborazione delle organizzazioni agricole e l’ attuazione delle misure europee credo che il batterio potrà essere contenuto e bloccato». «Vanno adottate le misure decise dal comitato Ue per la salute delle piante istituito presso la Direzione generale Salute e sicurezza dei consumatori della Commissione europea perché sono sufficienti e sono anche molto dure», insiste De Castro. Di certo la diffusione della Xylella in Europa «dimostra ancora una volta che c’ è un problema di ingresso dei milioni di piante ornamentali nel Vecchio Continente, nella fattispecie dall’ Olanda tramite Rotterdam di esemplari in arrivo dall’ Ame rica Latina. Dunque il rischio c’ era, dovevamo aspettarcelo». Già presidente della commissione Agricoltura di Strasburgo nonché ministro alle Politiche agricole nel 2006 con il secondo governo Prodi, De Castro, spiega che «il batterio non si muove, quindi combattendo l’ insetto vettore si riesce ampiamente a contenere il contagio. Bastano le pratiche agricole tradizionali, intervenendo sulle larve prima che prendano il volo o, se troppo tardi, sdradicando le piante entro il raggio di terreno a rischio». Le disposizione Ue per affrontare l’ al larme Xylella «sono adeguate e molto dure – insiste – e devono prevalere su eventuali norme nazionali, tranne nel Leccese dove c’ è una deroga».

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