4 Gennaio 2002

Parte il ricorso al capo dello Stato per l?Olbia-Milano

Oggi la firma della convenzione sulle rotte di Alghero e Cagliari-Milano. Lunardi: partenza entro il 31

Sconti, Air One si rivolge a Ciampi
Parte il ricorso al capo dello Stato per l?Olbia-Milano

È arrivata l?ora di Air One. La compagnia del gruppo Toto firmerà questa mattina a Roma la convenzione con l?Enac per l?esclusiva sulle due tratte di Alghero e sulla Cagliari-Milano. E alla vigilia dell?atteso appuntamento (circola pure la voce che l?Enac possa farlo slittare), giunge la conferma che tra le rotte contese c?è anche l?Olbia-Milano, già assegnata a Meridiana: sulla tratta gallurese Air One ha presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato, chiedendo l?annullamento della gara. «Su questa rotta – spiega Claudio Miorelli, responsabile delle relazioni esterne della compagnia dell?Aga Khan – l?offerta di Air One è di 30 milioni per anno rispetto ai 12 miliardi e 300 milioni di lire previsti come compensazione dello Stato: lascio alla fantasia di chiunque ipotizzare cosa succederebbe se Meridiana dovesse lasciare Olbia, che è la propria base di armamento, dove operano più di mille dipendenti». Il problema, rilancia Miorelli, «è che questo sistema lascia spazio a forme predatorie da parte di vettori interessati ad acquisire un mercato indipendentemente dall?economicità della rotta». Ma tant?è. Proprio ieri il ministro dei Trasporti Lunardi, con un decreto pubblicato sulla gazzetta ufficiale, ha confermato le date di avvio dei voli scontati da e per la Sardegna: Air One deve partire entro il 31 gennaio. Forse lo farà il 21.

Altri ricorsi. C?è anche Alitalia che combatte per riavere l?Alghero-Roma (assegnata ad Air One), così come Volare, esclusa da tutti i collegamenti, non si rassegna per la perdita del Cagliari-Milano, che era riuscita a ?scippare? a Meridiana. «Ma ci aspettiamo soprattutto una risposta – precisa Roberto Acampora, direttore degli Affari generali della compagnia – sul ricorso ancora pendente contro la legittimità della gara che ripropone il monopolio a dispetto della libera concorrenza. Chiediamo di rivedere l?utilizzo dei finanziamenti pubblici sul modello spagnolo dando un contributo all?utente e lasciandogli la scelta del vettore».
Le rotte della beffa. In questo capitolo rientrano tutti i voli ?non diretti? che fanno scalo a Roma o Milano. Dagli esempi indicati nel grafico (sono escluse le tasse aeroportuali) è evidente che a rimetterci sono soprattutto i turisti. Ma anche i sardi, residenti quindi in Sardegna, in qualche caso (Cagliari-Roma-Torino) pagheranno di più in regime di continuità territoriale. Spariscono inoltre le tariffe promozionali e il risultato è disastroso. Un esempio? Il Cagliari-Roma-Napoli: con la tariffa giovani costava 255 mila lire (andata e ritorno), ora solo l?andata costerà 288.400. C?è da perderci anche sui voli internazionali, con l?emissione separata del biglietto scontato. Sul Cagliari-Roma-Parigi, ad esempio, la prima tratta costerà ora 65.800 lire, non più 30 mila, come avveniva prima della continuità territoriale. Protesta il Codacons che, sui voli Alitalia, chiede al ministro dei Trasporti di aprire un?inchiesta per valutare «se non siano ravvisabili violazioni di legge». Protestano i sindacati, in attesa di un incontro con il presidente della Regione. «Chi non si ferma a Roma o Milano – denuncia Oscar Piano (Cgil) – ma deve proseguire per altre destinazioni paga due tariffe (residenti più diretta) subendo, anziché un?agevolazione, un incremento notevole dei costi». Altro problema è il tracollo che subirà Alitalia con la perdita dei proventi del traffico internazionale «a favore di Lufthansa, partner di Air One, che porterà via ulteriori capitali dalla Sardegna verso la Germania». Ultimo, ma il più importante secondo i sindacati, i posti di lavoro. «Non ci saranno effetti sull?occupazione? – dice provocatoriamente Luigi Vanni Umile (Cgil) – la settimana prossima Meridiana parte con la procedura di licenziamento per 57 lavoratori di Elmas, Alitalia farà altrettanto su Alghero, con 75 dipendenti. Sono questi gli effetti causati da una gestione pessima della legge: non siamo contro la continuità territoriale ma ci battiamo affinché il diritto alla mobilità dei sardi venga garantito di pari passo col diritto al lavoro».

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