16 Luglio 2010

Parte il numero verde antiafa. “Troppo tardi”

ROMA – La canicola non molla. Anzi, questo fine settimana diventa più aggressiva. Domani le città evidenziate col rosso nella mappa del rischio della Protezione Civile saranno 21. Il termometro non scenderà al di sotto dei 37 gradi. Giornate critiche. Imeteorologi prevedono afa almeno fino al 27 luglio. Solo verso la fine del mese nell’ area del Mediterraneo si tornerà gradualmente alla normalità e a temperature in linea con le medie stagionali. «Previsioni indicative che per ora hanno una validità modesta e lasciano margini di incertezza», non si sbilancia Andrea Buzzi, istituto di scienze dell’ atmosfera e del clima al Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio teme l’ assalto ai pronto soccorso, prima valvola di scarico dei cittadini: «Invece devono chiamare il medico di famiglia e non correre in ospedale ai primi sintomi». In una lettera il ministro ha raccomandato ad assessorati regionali, servizi sociali, Anci (associazione dei Comuni) e medici di famiglia di adottare «ogni iniziativa utile per favorire il miglior coordinamento per fronteggiare gli effetti dell’ ondata di calore». Oggi, intanto, parte il numero verde 1500, operativo tutti i giorni dalle 8 alle 20, sabato e domenica compresi. Ma è polemica sul ritardo. Già l’ associazione Codacons l’ aveva bollato «inutile. Serve a prendere in giro gli italiani. Invece c’ è bisogno di atti concreti, una nuova ordinanza. Il caldo è una faccenda seria, può uccidere». Operatori appositamente formati rispondono alle domande degli utenti in difficoltà. Il medico interviene in seconda battuta, ma non per valutare diagnosi né indicare cure. Si limiterà a consigliare di chiamare il 118 o chiedere la visita del medico di famiglia. L’ opposizione attacca. «Arrivano tardi. Il caldo è come l’ influenza, si deve prevedere – critica Luciana Pedato, Pd, Commissione affari sociali della Camera -. Il telefono dell’ emergenza entra in funzione quando l’ emergenza è già al massimo. Buffo, no? Mi auguro che almeno non ci siano limiti orari». Massimo Cozza, segretario della Cgil medici, è d’ accordo: «L’ afa era stata annunciata. Perché non cautelarsi? Il numero verde però anche se tardivo sarà senz’ altro utile. E’ bene che le informazioni vengano diffuse da fonti qualificate e autorevoli». Scettico sull’ utilità di questi strumenti Aldo Pagni, presidente della Società di medicina generale: «Però possono costituire un conforto psicologico». Il ministero non raccoglie: «Lenti nel partire? Macché. Fino all’ altro giorno l’ emergenza non era nazionale e riguardava il Centro-Nord. Poi l’ allerta si è estesa e allora siamo entrati in gioco. In appena 48 ore abbiamo formato gli operatori. Il vero pericolo è l’ ondata di calore, difficile da programmare».

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