Parte domani la stagione dei saldi
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
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• Saldi al via, da domani, anche in Puglia. Con l’ incognita della crisi, che potrebbe tenere i salentini ancora lontani dagli acquisti. Come, peraltro, prevede un’ indagine del Codacons sui consumi in forte calo delle famiglie pugliesi. «Allo stato attuale – spiegano dall’ associazione dei consumatori – solo il 35 per cento delle famiglie pugliesi prevede di fare qualche acquisto durante gli sconti. Le vendite sul territorio, in regime di saldi, segneranno una riduzione media compresa tra meno 10 e meno 15 per cento rispetto ai precedenti saldi invernali, e la spesa media delle famiglie durante gli sconti non supererà quota 200 euro». L’ associazione dei consumatori contesta il fatto di far partire i saldi subito dopo Natale. «E’ una scelta suicida – sottolinea il presidente nazionale Carlo Rienziperché i portafogli dei consumatori sono stati svuotati dalle spese per le festività natalizie e di Capodanno. Tutti gli indicatori economici ci dicono poi che le famiglie hanno drasticamente tagliato i consumi addirittura nel settore alimentare, e rinunciano del tutto ai beni non indispensabili. I saldi diventano quindi sempre più un lusso per ricchi e non a caso – prosegue Rienzi – gli unici negozi che, nonostante la crisi, registrano vendite positive sono le boutique d’ alta moda». Sulla stessa lunghezza d’ onda è l’ avvocato Piero Mongelli, del Codacons di Lecce. «Penso che questa storia dei saldi dopo le festività sia ormai anacronisticaaggiunge Mongelli – In una situazione di crisi generalizzata del commercio, forse si dovrebbe prevedere la possibilità, per ciascun negoziante, di regolamentare in maniera autonoma i periodi di sconti, in modo da evitare ovviamente situazioni truffaldine». E proprio a quest’ ultimo proposito, i consigli per evitare la classica «fregatura» sono sempre gli stessi. Il Codacons ha diffuso il decalogo con i 10 «consigli d’ o ro » per fare acquisti in tutta sicurezza. Innanzitutto, bisogna conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possano cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Le vendite devono essere realmente «di fine stagione»: la merce posta sotto la voce «saldo» deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. E’ poi importante girare, nei giorni che precedono i saldi, tra i negozi a cercare quello che interessa, segnando bene il prezzo. In tal modo, si può verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Occorre avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. E’ utile valutare la bontà dell’ ar ticolo, guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento. Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Il Codacons inoltre consiglia di diffidare degli sconti superiori al 50 per cento: spesso nascondono merce non proprio nuova o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). E’ bene servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare autonomamente la convenienza dell’ acquisto. Non è il caso di acquistare nei negozi che non espongano il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla «nuova». Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentano di vedere la merce. Quanto alla prova dei capi, non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di evitare capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. Infine, chi pensa di avere preso una fregatura può chiamate i vigili urbani e rivolgersi al Codacons .
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