14 Luglio 2016

Parte civile cinque associazioni

Parte civile cinque associazioni
nell’ inchiesta indagati ex vertici e attuali della sorical, funzionari asp e sindaci

di GIANLUCA PRESTIA DOPO una serie di false partenze, di rinvii di settimane, se non mesi, l’ udienza preliminare relativa all’ inchiesta “Acqua sporca” avente ad oggetto l’ inquinamento del bacino artificiale dell’ Alaco e la conseguente erogazione del liquido in 88 paesi tra il Vibonese e il basso Catanzarese ha finalmente avuto luogo davanti al gup Lorenzo Barracco. A difendersi dalle accuse, a vario titolo, di avvelenamento colposo di acque, inadempimento contrattuale, falso, interruzione di servizio e omissione ed evitare, così, il rinvio a giudizio chiesto nel 2015 dal pubblico ministero Michele Sirgiovanni, titolare dell’ inda gine scattata il 26 maggio del 2012 con il sequestro del mega invaso di Brognaturo e di oltre 50 tra impianti di depurazione e pompe di sollevamento. E così, ieri, l’ udienza è iniziata ad entrare nel vivo con l’ ufficializzazione della domanda di costituzione di parte civile di alcune associazioni, nello specifico Codacons Calabria, rappresentato dall’ avvocato Claudio Cricenti che tutela gli interessi dell’ associazione Coda cons nazionale e “Articolo 32”, l’ Adoc (avv. Paolo Fuduli) e il comitato civico Pro Serre (avv. Angelo Calzone). Da parte sua, il pm Benedetta Callea ha presentato un memoria in risposta ai rilievi mosse dalle difese degli indagati le quali avevano chiesto la regressione dell’ inchiesta al livello delle indagini preliminari. Richiesta sulla quale il gup Bar racco si era riservato la decisione sciogliendola nella giornata di ieri per poi fissare la nuova udienza al 2 novembre prossimo su richiesta delle stesse difese che dovranno prendere visione del corposo materiale depositato dai legali dei cinque sodalizi per poi esprimere le controvalutazioni. Indagati nell’ inchiesta “Acqua sporca” sono Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro (all’ epoca dei fatti presidente Sorical); Giuseppe Camo (Sorical); Maurizio Del Re e Sergio De Marco (Sori cal), Giulio Ricciuto (responsabile impianti potabilizzazione); Ernaldo Biondi (Sorical Vibo); Vincenzo Pisani (addetto trattamento acque); Massimiliano Fortuna; Pietro Lagadari; Domenico Lagadari; Fabio Pisani (responsabile pro tempore ufficio tecnico Comune Serra San Bruno); Roberto Camillen (responsabile pro tempore del settore manutentivo Comune Serra); Francesco Catricalà (dirigente Asp Soverato); Fortunato Carnovale (dirigente Asp Vibo); Rosanna Maida (dirigente prevenzione salute Area -Lea); Domenico Criniti, ex sindaco di Santa Caterina dello Ionio. Il lavoro investigativo era iniziato da una serie di de nunce nelle quali si segnalavano disagi per il colore dell’ acqua che fuoriusciva dai rubinetti. Fenomeno esteso a macchia di leopardo sul territorio che aveva portato l’ Ufficio di procura a sequestrare il serbatoio di località “Tiro a segno”. Un palliativo, però, in quanto i problemi persistevano. E ciò aveva indotto gli inquirenti a rivolgere la loro attenzione a monte: cioè all’ Alaco, facendo riferimento a consulenti esperti in materia (specialisti universitari). Da qui era, così, emerso che ad essere compromesso era tutto il sistema idrico.

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