Parte a rilento l?operazione «ortofrutta con il pedigree»
Solo il 20% dei banchi avrebbe esposto l?etichettatura corretta
Roma. Multe più care da ieri per produttori, grossisti e commercianti che venderanno frutta e verdura senza pedigree. Per poter essere messi in vendita, infatti, i prodotti dell?orto devono ora essere certificati. Da ieri è dunque più stringente l?obbligo di esporre il cartellino con l?identikit di mele, pere, spinaci, pomodori, la borsa della spesa sarà un po? più sicura. La stretta sulla certificazione di provenienza e di categoria della frutta è dovuta all?entrata in vigore di un decreto legislativo che inasprisce le sanzioni per chi non rispetta le norme dell?Unione europea in fatto di qualità e commercializzazione di frutta e verdura.
Le multe variano da 550 a 15.500 euro, per le verdure e la frutta clandestine, di provenienza incerta o prive di informazioni corrette. Oltre al prezzo e all?origine, il cartellino deve prevedere anche la varietà (ad sempio mele golden, stark o annurca), nonché la categoria: 1 se la merce è migliore, 2 se lo è un po? meno, 3 nel caso di prodotti colpiti da eventi atmosferici negativi. E ancora, i consumatori troveranno notizie anche sul calibro (grandezza), e la maculazione.
Ma la nuova etichettatura di frutta e verdura è partita a rilento. I banchi dei mercati restano «in alto mare» . L?Intesa dei Consumatori ha infatti verificato, nelle principali città italiane, la presenza di tale carta d?identità sui prodotti ortofrutticoli, e ha scoperto che sui banchi dei mercati appena il 20% dei venditori esibisce l?etichetta voluta dall?Unione Europea.
Confusione, notizie frammentarie, totale inconsapevolezza da parte dei venditori hanno impedito che la normativa venisse applicata rigorosamente fin da subito. Ma anche il fatto che in molti casi i grossisti non hanno fornito ai dettaglianti le informazioni necessarie per tracciare l?identikit di frutta e verdura. In realtà, sostiene l?Intesa, è difficile accertare la veridicità delle informazioni fornite dall?etichetta di questi prodotti. Infatti il dettagliante dovrebbe conservare tutta la documentazione relativa a mele, pere, carciofi, zucchine, ecc., E mostrarla su richiesta;procedura questa che sembra difficilmente realizzabile.
L?Intesa dei consumatori, comprendendo la difficoltà iniziale di istituire tale carta d?identità, invita i commercianti ad adeguarsi, entro il termine di 10 giorni, alla nuova normativa. Decorsi i 10 giorni Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, in caso di mancato rispetto delle nuove regole, chiederanno l?intervento dei Nas che potrebbe portare anche al sequestro dei prodotti in vendita nei mercati. L?Intesa infine chiede alle associazioni di categoria di fornire a grossisti e dettaglianti, istruzioni precise per consentire loro di rispettare le legge europea.
Giudizio positivo sulla «rivoluzione delle etichette» invece da Coldiretti. Finalmente sarà possibile acquistare i prodotti ortofrutticoli con più consapevolezza, afferma l?organizzazione degli agricoltori, secondo la quale «attraverso etichette chiare con la conoscenza dell?origine si può capire quali prodotti sono di stagione nel nostro Paese e quale è il momento migliore per acquistare le ciliegie, le pesche, l?uva da tavola, che evidentemente non sono presenti in Italia dodici mesi all?anno».
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