29 Aprile 2020

Parrucchieri, centri estetici e artigiani. Codacons al Governo. Anticipare apertura o catastrofe

 

Agenpress – Il Codacons ha inviato oggi una istanza al Governo, al Commissario Domenico Arcuri, all’ Iss e ai presidenti di tutte le Regioni italiane, chiedendo di adottare provvedimenti urgenti per consentire la riapertura anticipata di parrucchieri e centri estetici, e il ritorno all’ attività degli artigiani. Da più parti montano le proteste per l’ ingiusta discriminazione cui sono sottoposti alcune categorie di lavoratori, che potranno tornare ad operare solo dall’ 1 giugno, nell’ ambito delle aperture programmate dal Governo per la fase 2 – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi intervenendo oggi al programma dai Rai1, ‘Storie italiane’ – Una scelta che non appare giustificata dalle esigenze sanitarie legate al coronavirus, e che anzi rischia di produrre danni enormi sia in ambito economico che sanitario. Parrucchieri, centri estetici e artigiani potrebbero già dal 4 maggio riprendere le proprie attività, con il rispetto delle disposizioni di legge, ossia distanze minime nei locali e l’ uso di mascherine e guanti, al pari di quanto avviene sia oggi per numerosi esercizi (supermercati, tabaccherie, ecc.), sia dal 4 maggio per gli altri esercizi cui sarà consentita l’ apertura – prosegue l’ associazione – A prevederlo le norme già in vigore, con il DL n. 18 del 17 marzo 2020 che stabilisce ‘per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro’ l’ utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI). Il rischio concreto è quello di ottenere l’ effetto contrario: la ritardata ripresa di tali attività alimenterà abusivismo e lavoro e in nero, con parrucchieri, estetiste ed artigiani che opereranno a domicilio dei clienti, senza alcun controllo e col pericolo di incrementare i contagi. Per tale motivo il Codacons ha presentato oggi una istanza al Governo, al Commissario Arcuri, all’ Iss e alle Regioni, in cui si chiede di valutare la possibilità di una riapertura immediata per tali categorie di lavoratori, e l’ emanazione di protocolli di sicurezza da adottare per consentire di svolgere l’ attività con le dovute garanzie. In assenza di interventi, il 30% delle attività artigiane, centri estetici e parrucchieri sarà costretto a chiudere i battenti e dichiarare fallimento, non avendo più le risorse per portare avanti le attività – conclude il Codacons.

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