2 Marzo 2006

Parmalat, truffati oltre cento salernitani





Sono oltre un centinaio i salernitani «invischiati» nello scandalo Parmalat per aver acquistato bond e titoli azionari poi rivelatisi carta straccia dopo il flop del gruppo di Collecchio. Di questi una buona percentuale ha chiesto ed ottenuto, nei giorni scorsi, tramite gli uffici legali della associazioni dei consumatori, di essere iscritta nella massa passiva e quindi nel fallimento decretato soltanto di recente dal Tribunale di Milano. Altri hanno preferito un diverso percorso, optando per un`azione diretta nei confronti degli istituti di credito che, a suo tempo, collocarono questi titoli azionari. Il «buco» nelle tasche di questo centinaio di salernitani, complessivamente sfiorerebbe i 300 mila euro: ma il danno complessivo prodotto in tutta la provincia dal fallimento della Parmalat sarebbe superiore e non di poco, se si considera che accanto a tutti quegli utenti che si sono rivolti alle associazioni dei consumatori, ve ne sono altri, difficilmente quantificabili, che hanno attivato le medesime procedure rivolgendosi al proprio legale di fiducia. L`Adusbef, una delle associazioni più battagliere, all`iscrizione nella massa passiva del gruppo di Calisto Tanzi, ha preferito un diverso percorso: «Noi – spiega Ivan Lambiasi, responsabile provinciale – abbiamo intentato in provincia almeno una quindicina di cause per le quali, tra l`altro, dovremmo avere le sentenze nei prossimi giorni. In media ogni utente ha subito un danno di trentamila euro e, cosa ancor più rilevante, il “truffato medio“ appartiene ad un ceto sociale abbastanza elevato e ha un livello di scolarizzazione altrettanto elevato». Se è incappato nella truffa, insomma, è la tesi che l`Adusbef sta portando avanti in tribunale, è solo per colpa delle banche e dei consulenti finanziari. L?associazione è partita in quarta contro gli istituti di credito che hanno collocato i titoli «per il mancato rispetto di una serie di direttive Consob». Una tesi che altrove (Tribunale di Ferrara) s`è rivelata vincente ed ha visto le banche soccombenti e obbligate a risarcire il danno. Tradizionalista invece, almeno in questa fase, l`Adiconsum: «Abbiamo raccolto una quarantina di denunce – aggiunge Gaetano Pellegrino – che abbiamo però girato al nostro Centro Giuridico nazionale che sta seguendo la vicenda. Tutti i nostri assistiti sono stati comunque inseriti nel fallimento e stiamo tentando di avere un tavolo di trattativa nazionale con il curatore fallimentare. Ora ovviamente siamo in attesa che vengano individuate le eventuali liquidità su cui rivalerci. Quanto alle banche, per il momento ci siamo limitati a metterle in mora: se non troveremo soddisfazione dal fallimento, consiglieremo a tutti di agire nei loro confronti». «Molti degli utenti che si sono rivolti a noi – dichiara Ciro Ravveduto della Federconsumatori – e sono almeno una decina, si sono iscritti alla massa passiva del fallimento: questo è avvenuto per effetto automatico della denuncia alla Procura della Repubblica di Milano che noi facemmo intentare a tutti i nostri assistiti. Questi sono riusciti ad ottenere, tempo addietro, un`offerta di warrant, titoli azionari di modico valore rispetto alle azioni acquistate a suo tempo, ma che potrebbero fruttare buoni recuperi nel tempo. A quanto ci risulta quasi tutti sono riusciti a recuperare il 50% delle somme sborsate». «In questi giorni – ammette Enrico Marchetti, presidente del Codacons – ancora numerosi utenti, almeno una cinquantina, si sono rivolti al nostro centralino per chiedere chiarimenti e informazioni. Le pratiche sono state tutte convogliate a Roma, al nostro staff legale nazionale».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this