31 Maggio 2007

Parmalat, Tribunale Milano: no a patteggiamento Tanzi

MILANO, 31 maggio (Reuters) – I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano hanno dichiarato inammissibili le richieste di patteggiamento formulate da dieci imputati, tra cui l`ex-patron di Parmalat Calisto Tanzi, nell`ambito del processo sul crack dell`azienda alimentare. Nel motivare la loro decisione, i giudici hanno spiegato in aula che la circostanza aggravante contestata dai pubblici ministeri in dibattimento non ha cambiato sostanzialmente il quadro accusatorio nei confronti degli imputati, che quindi avrebbero dovuto fare la richiesta di patteggiamento in una fase precedente del procedimento. Diverso sarebbe stato se i pm avessero contestato un nuovo reato, secondo quanto detto dagli stessi giudici. “Abbiamo risparmiato una brutta figura a livello internazionale, francamente non mi aspettavo questa decisione“, ha commentato Renato Palmieri, il legale che rappresenta la Camera di Commercio di Milano, aggiungendo che una decisione di segno contrario avrebbe pesato sulle generazioni future. Soddisfazione è stata espressa alla notizia della decisione dei giudici da una ventina di consumatori radunatisi in rappresentanza delle principali sigle — tra cui Federconsumatori, Adiconsum e Codacons — davanti a palazzo di Giustizia. “(C`è) grande soddisfazione per la decisione del tribunale che, se avesse dichiarato ammissibili i patteggiamenti, avrebbe mortificato la giustizia e le aspettative dei risparmiatori a un equo risarcimento“, ha detto Giacinto Brighenti, presidente di Federconsumatori della Lombardia, che ora auspica una rapida conclusione del processo. Tanzi aveva chiesto di patteggiare la pena a 2 anni e 8 mesi per aggiotaggio nell`ambito del crack della società che lo vede imputato a Milano insieme ad altre 19 persone. L`ex patron di Parmalat aveva già chiesto a Milano un patteggiamento di due anni e mezzo, che non aveva ottenuto il parere favorevole della procura. Anche a Parma, dove si svolge il filone principale del procedimento sul crack del colosso alimentare per associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta, Tanzi ha chiesto un patteggiamento a 5 anni, che non ha ricevuto l`ok dai pubblici ministeri.

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