5 Giugno 2004

Parmalat, resa dei conti con le banche

Parmalat, resa dei conti con le banche

Il piano di concordato interesserà 16 società. I vecchi soci saranno risarciti

Bondi è pronto a trattare con alcuni istituti sulle revocatorie in cambio di prestiti aggiuntivi






IL MOMENTO della resa dei conti con le banche è arrivato. Quello del rapporto tra gli istituti di credito e la Parmalt è il nodo più spinoso per il commissario straordinario Enrico Bondi che ieri ha incontrato i creditori per illustrare il piano di concordato.
Secondo quanto è emerso da fonti legali Bondi sarebbe disposto a trattare con le banche sulle revocatorie in cambio di altre formule finanziarie che potrebbero essere un?altra linea di credito o un prestito ponte.
Non tutte le banche però sarebbero coinvolte. Tutta da definire la destinazione della somma recuperata che ammonterebbe a circa un miliardo di euro. Ed è stato questo uno dei punti di cui ha discusso Bondi con i creditori. Questi infatti vorrebbero essere rimborsati completamente mentre Bondi vorrebbe utilizzare le somme per finanziare la nuova Parmalat. La newco che nascerà dalle spoglie della vecchia società si chiamerà Assuntore spa ma poi potrebbe cambiare il nome in Nuova Parmalat.
Bondi starebbe anche studiando l?ipotesi di arrivare ad una soluzione di compromesso; ovvero andare parzialmente incontro alle richieste dei creditori ma comunque assicurando risorse utili al rilancio della società. I creditori sostengono che una volta approvato il concordato e diventati azionisti, alcuni di loro cederanno azioni sul mercato rimanendo esclusi, in quanto non più azionisti, dai benefici derivanti dalle revocatorie. È per questo che i legali della Parmalat stanno studiando delle forme partecipative per i creditori in modo che siano comunque coinvolti dai rimborsi delle revocatorie.
La soluzione più probabile sarebbe quella di legare dei warrant alle azioni della nuova Parmalat assegnate con il concordato. In questo modo chi scegliesse di cedere subito le azioni, manterrebbe comunque un legame con il capitale dell?azienda beneficiandone al momento delle revocatorie.
Ma veniamo al concordato. Le società del gruppo Parmalat interessate al concordato con i creditori sono sedici. La newco Assuntore spa assorbirà i passivi e gli attivi del vecchio gruppo e sarà controllata interamente da una fondazione. Restano fuori dal piano di concordato il Parma Calcio, la F.lli Strini, la Eliair (tutte destinate alla vendita) e la Eurofood. La proposta di concordato non contiene alcun warrant a favore dei vecchi azionisti di Parmalat Finanziaria a cui non resterebbe altro che chiedere il risarcimento danni.
L?apertura di Bondi alle banche non è piaciuta alle associazioni dei consumatori. Secondo il Codacons «Bondi non vuole torcere un capello alle banche».
Il concordato dovrebbe essere approvato entro gennaio 2005. Bondi consegnerà a giorni il piano di risanamento al ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano che entro i primi di luglio dovrebbe dare il via libera. Intanto continuano gli interrogatori di Calisto Tanzi. Ieri è stato per 4 ore nella stazione dei carabinieri di Corcagnano, alle porte di Parma.

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