4 Maggio 2011

Parmalat punta al rialzo dell´Opa Lactalis

Parmalat punta al rialzo dell´Opa Lactalis
 

MILANO – «Un´offerta né sollecitata né concordata». Gli analisti delle banche d´affari sono già al lavoro dal pomeriggio di ieri per interpretare la frase del comunicato ufficiale con cui, per la prima volta, il consiglio di amministrazione di Parmalat ha preso posizione sull´Opa lanciata dal gruppo francese Lactalis. Due aggettivi che determineranno il corso del titolo nelle prossime sedute: perché secondo l´interpretazione che già ieri andava per la maggiore, il cda della società di Collecchio guidato da Enrico Bondi ha voluto mettere sull´avviso i francesi. Preparandoli a rivedere la propria offerta da 2,6 euro per azione. Al rialzo, ovviamente. Il cda non avrebbe potuto dirlo in maniera esplicita già al termine della riunione di ieri per una serie di motivi. Il primo è che Bondi e i consiglieri non possono ancora esprimersi su quella che in gergo tecnico-finanziario viene definita come la «congruità del prezzo». Per il semplice motivo che non conoscono ancora nel dettaglio il prospetto informativo dell´Opa che Latcalis ha consegnato venerdì scorso alla Consob. E in ogni caso, il cda di Parmalat ha deciso che si avvarrà dei consigli di quattro consulenti (Goldman Sachs, quale advisor finanziario, e gli studi Shearman & Sterling, Lombardi Molinari e associati e Legance, quali advisor legali) per mettere a punto una fairness opinion sul prezzo proposto dai francesi. Ma anche gli advisor prima di mettersi al lavoro dovranno attendere il via libera della Consob al prospetto. Se l´authority guidata da Giuseppe Vegas decidesse in tempi brevi, i consulenti potrebbero presentare un parere in tempo per il cda di Parmalat già convocato per il 12 maggio per l´approvazione della prima trimestrale. A sostegno della tesi di una probabile richiesta di revisione del prezzo c´è il fatto che le azioni sono arrivate a quotate 2,7 euro a marzo e che i francesi hanno pagato le partecipazioni dei fondi esteri 2,8 euro. Ma sulla vicenda è intervenuto in modo non proprio del tutto ortodosso il presidente del Consiglio. Il premier Silvio Berlusconi avrebbe spiegato ai rappresentanti della maggioranza riunito sulla questione libica di aver sentito Giuseppe Vegas, numero uno Consob, il quale gli avrebbe riferito che l´operato di Lactalis sull´Opa è stato corretto. Nel pomeriggio una nota di Palazzo Chigi ha poi spiegato che il premier avrebbe soltanto detto che «si è trattato di un´operazione in regola con le norme del mercato». Chi, invece, ha deciso che il comportamento di Lactalis non è corretto sono Codacons e Adusbef: le due associazioni di consumatori hanno presentato ricorso al Tar sostenendo che i francesi non avrebbero potuto lanciare l´Opa perché da anni non presenta i bilanci (pagando ogni anno una multa allo stato) violando così il principio di trasparenza del testo unico della finanza.
 

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