9 Luglio 2011

Parmalat, Lactalis chiude la partita con l’ 83%

Parmalat, Lactalis chiude la partita con l’ 83%
 

Partita definitivamente chiusa su Parmalat. L’ Opa di Lactalis sul gruppo italiano si è infatti conclusa ieri con adesioni per il 54,33% del capitale (pari al 76,5% dei titoli oggetto dell’ offerta), quota che, sommata al 28,97% che i francesi avevano in cassaforte (dopo aver rilevato anche il pacchetto dei fondi Skagen, Mackenzie e Zenit), li ha portati all’ 83,3% di Collecchio con un esborso complessivo di oltre 3,8 miliardi di euro, che si confronta con il tesoretto da 1,4 miliardi di euro accumulati in questi anni nelle casse della Parmalat dalla gestione targata Enrico Bondi. In attesa di fare i conti con le banche finanziatrici, la famiglia Besnier ha quindi preso ufficialmente il controllo della società dove potrà contare su una maggioranza di oltre il 75% che le consentirà di modificare lo statuto e approvare tutte le operazioni straordinarie, come il conferimento degli asset di Lactalis dentro Parmalat. «E’ una tappa importante per il nostro gruppo – ha commentato Emmanuel Besnier, presidente del consiglio di sorveglianza di Lactalis -. Ci consente una crescita di quasi il 50% delle nostre attività. Il Gruppo Lactalis diventa così ancora più internazionale e diversificato. Parmalat e Lactalis potranno beneficiare entrambe della complementarietà della loro organizzazione internazionale e del loro portafoglio di prodotti e marchi, per proseguire il loro sviluppo». Con un giro d’ affari che si avvicina ai 15 miliardi di euro, il nuovo gruppo Lactalis diventa il leader mondiale nei prodotti lattiero-caseari, piazzandosi nel mercato del latte ben sopra a concorrenti del calibro di Nestlè (10,1 miliardi esclusi gelati e nutrzione) e Danone (9,7 miliardi escluso nutrizione). Il tutto con oltre 52mila dipendenti e 198 stabilimenti produttivi e una presenza commerciale in 55 Paesi. L’ operazione, partita in sordina, ha visto le adesioni salire sensibilmente nell’ ultima settimana. La soglia del 50%, che avrebbe significato un esborso compreso tra 1,4 e 1,8 miliardi di euro, già garantiti dalle banche finanziatrici (Credit Agricole, Hsbc, Natixis e Societè Generale), era stata raggiunta soltanto giovedì, quando è stato consegnato un pacchetto pari all’ 11% del capitale, ieri il colpo di coda finale. La tabella di marcia prevede ora la riunione del consiglio di amministrazione, presieduto da Francesco Tatò, in calendario per martedì 12 luglio, per la nomina di un nuovo amministratore in sostituzione di Olivier Savary che ieri ha rassegnato le dimissioni dalla carica. Il board procederà anche all’ attribuzione di deleghe ai sensi dellìarticolo 2381 del codice civile, vale a dire la norma che regola anche l’ attribuzione dei poteri a un amministratore delegato. E’ esclusa l’ ipotesi che sulla tolda di comando possa salire il numero uno di Lactalis in Italia, Antonio Sala. Sempre per il 12 è in calendario il verdetto del Consiglio di Stato sulla legittimità dell’ operazione dopo l’ appello presentato dal Codacons in seguito alla decisione del Tar del Lazio di rigettare il ricorso dell’ associazione che aveva chiesto la sospensione dell’ intera operazione finanziaria, per violazione dei principi del testo unico della finanza e del regolamento emittenti e carenze sul fronte della trasparenza.
 

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