14 Maggio 2011

Parmalat, la Consob dice sì all’ Opa

Parmalat, la Consob dice sì all’ Opa
 

Prodotti della francese Lactalis, che punta a tutta la Parmalat La resa dei conti è vicina. Ieri la Consob ha dato via libera all’ Opa della francese Lactalis su Parmalat, approvando il prospetto dell’ offerta di 2,60 euro per azione che verrà messo a disposizione del pubblico oggi. L’ offerta avrà inizio il 23 maggio e terminerà l’ 8 luglio. Chi aderirà sarà pagato il 15 luglio. Ma prima di tutto questo ci sarà il consiglio di amministrazione di Parmalat chiamato ad esprimersi sull’ Opa: secondo fonti finanziarie i consiglieri si sono accordati per riunirsi martedì prossimo. Dal prospetto risulta, fra l’ altro, che Lactalis ha 4,3 miliardi di debito finanziario al 31 marzo 2011 e che in caso di adesione totale all’ offerta l’ aggregato Lactalis-Parmalat quasi raddoppierà l’ indebitamento a 7,7 miliardi. Il gruppo francese si prepara a riscadenzare il debito grazie a nuove linee di credito che sostiene di aver già ottenuto dalla banche. Quanto alle altre cifre di bilancio, Lactalis ha registrato nel 2010 un utile netto in crescita da 301 a 327 milioni e ricavi per 10,4 miliardi (da 9,3 miliardi nel 2009). Nel documento presentato alla Consob si legge pure che «Lactalis valuterà l’ opportunità di far confluire in Parmalat le proprie attività nel settore del latte confezionato in Francia e in Spagna, creando un campione di rilevanza mondiale con sede, organizzazione e testa in Italia, in grado di confrontarsi con i maggiori operatori internazionali». Da notare che comunque vadano le cose con l’ Opa Lactalis si presenterà all’ assemblea degli azionisti di Parmalat di fine giugno con la partecipazione pre-Opa, visto che l’ offerta si svolgerà in concomitanza con le due convocazioni (25 e 28 giugno). I francesi voteranno quindi con il 28,969% già in portafoglio, comunque sufficiente per nominare la maggioranza del nuovo board dell’ azienda di Collecchio. L’ offerta ha per oggetto il rimanente 71,031%. In realtà l’ Opa non ha ancora superato l’ ultimo ostacolo: potrebbe essere bloccata in extremis dal ricorso al Tar del Lazio dei consumatori di Codacons e Associazione utenti servizi finanziari, bancari e assicurativi. Secondo i ricorrenti «l’ Opa di Lactalis, impresa francese che da anni non pubblica i bilanci, viola i principi del Testo unico della finanza e del Regolamento emittenti, non rispettando il principio di trasparenza e non consentendo scelte consapevoli per nessuno dei soggetti coinvolti». Commenti da Intesa Sanpaolo: «Una collaborazione con Lactalis per l’ Opa non è sul tavolo» dice il consigliere delegato Corrado Passera. «Avevamo un progetto solido su Parmalat, non ci siamo riusciti, ma 5 miliardi da mettere sul tavolo per l’ economia italiani erano un po’ troppi». A parte i risvolti finanziari, Parmalat in concreto significa latte e latticini: che cosa cambierebbe per i produttori italiani di latte se l’ azienda finisse in mano ai francesi? Il presidente della Coldiretti Sergio Marini dice che «l’ italianità per noi significa latte italiano e valorizzazione di un Made in Italy che contenga effettivamente prodotti italiani, come purtroppo non sempre avviene. Se questo lo fa Lactalis meglio di come oggi lo fa Parmalat, benvenuta Lactalis». Per Confagricoltura, il presidente Mario Guidi commenta che «un grande gruppo, capace di competere a livello mondiale, ha il dovere di mantenere il rapporto con il territorio in cui ha radici storiche e produttive e ci auguriamo che qualsivoglia operazione finanziaria su Parmalat non arrechi pregiudizio al sistema del latte italiano e, anzi, lo valorizzi». I francesi: «Con noi il gruppo di Collecchio diventerà campione mondiale del latte» 2,60 euro per azione Questa l’ offerta di Lactalis a chi conferirà all’ Opa i titoli di Parmalat in suo possesso 71 per cento del capitale E’ la quota che Lactalis conta di incamerare. Ma già con il 29% è l’ azionista più forte Ultimo ostacolo il ricorso al Tar del Lazio delle associazioni dei consumatori.
 

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