19 Maggio 2011

Parmalat, l’ opa Lactalis si farà

Mentre il Tar del Lazio ha rigettato la richiesta del Codacons e dell’ Associazione utenti servizi finanziari, bancari e assicurativi di sospendere l’ opa su Parmalat, alla procura di Milano proseguono le indagini del pm Eugenio Fusco, titolare del fascicolo che ipotizza i reati di aggiotaggio e insider trading nella vicenda della scalata Lactalis sul gruppo di Collecchio. Intanto è arrivato il via libera senza modifiche della commissione finanze del senato al dl antiscalate che prevede la possibilità di spostare le assemblee delle società quotate. Il decreto era stato varato per frenare l’ avanzata di Lactalis in Parmalat all’ indomani dell’ annuncio dell’ acquisizione da parte della società francese del 29% di Collecchio. Il provvedimento, in scadenza il 25 maggio, è approdato ieri nell’ aula di palazzo Madama. Sulla vicenda dell’ opa Lactalis è intervenuto anche il presidente di Consob, Giuseppe Vegas, che all’ università La Sapienza di Roma ha spiegato in un incontro con gli studenti che «il decreto antiscalate non è un’ operazione antimercato, ma serve a evitare strappi che porterebbero a operazioni nocive per gli stessi risparmiatori. Anche in economia, in un periodo di intensa pioggia, bisogna aprire l’ ombrello e richiuderlo quando torna il sole». Sollecitato sempre sull’ opa di Lactalis su Parmalat, il presidente della Commissione ha risposto più in generale che «l’ opa è un’ impostazione per aprire il mercato e renderlo più contendibile e serve a tutelare gli azionisti di minoranza, ma non è un dettato del Vangelo, è ampiamente valutabil»». Vegas ha inoltre ricordato come, proprio sull’ operazione Lactalis-Parmalat, la Consob ha chiesto approfodimenti all’ azienda francese per conoscere, tra l’ altro, i conti della società e il piano industriale per il gruppo italiano, «tutte cose che prima non erano presenti nel prospetto e ora invece ci sono». Sul versante giudiziario, già da lunedì scorso in procura sono cominciate a sfilare le prime persone informate sui fatti, principalmente funzionari delle banche coinvolte, in particolare sui modelli organizzativi richiesti dalla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle imprese. Da ieri il pm Fusco, secondo quanto si è appreso da una fonte vicina alla vicenda, ha cominciato anche a sentire i soggetti coinvolti a vario titolo nelle operazioni che hanno portato Lactalis a detenere il 29% di Parmalat a cominciare dagli advisor legali dei fondi esteri, per poi proseguire verosimilmente con gli altri advisor e con le agenzie di comunicazione. Per quanto riguarda invece la decisione del Tar del Lazio che ha rigettato la richiesta delle associazioni di consumatori di sospendere l’ opa su Parmalat, il presidente di Codacons, Carlo Rienzi, l’ ha definita «alla Ponzio Pilato». Una decisione salomonica, che da una parte non ha voluto interrompere il procedimento per non influire sul valore dell’ azione sul mercato, facendo quindi un grosso regalo alla Lactalis offerente e alla Parmalat emittente, dall’ altro consiglia ai milioni di piccoli azionisti Parmalat di non aderire all’ apertura dei termini all’ opa, ma di attendere l’ 8 giugno per leggere gli atti di questa istruttoria che nessuno ancora conosce, così da fare una scelta ponderata su una eventuale adesione. «Ci auguriamo che il cda Parmalat, che già ha bocciato l’ offerta ritenendo insufficiente il prezzo proposto, acquisisca per lo meno tutta la documentazione convocando una nuova riunione del cda aperta al Codacons, per poter fornire ai piccoli risparmiatori quelle necessarie informazioni che la legge prevede come obbligatorie».
 

 

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