Parmalat, iniziato il processo per il crac
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- Brescia Oggi
Il 27 gennaio rito immediato per due ex revisori della Grant Thornton
Milano. Oltre 5 mila i risparmiatori ieri a Milano hanno chiesto di costituirsi parte civile all?udienza preliminare sul crac Parmalat da 14 miliardi di euro. Una maxi udienza in cui 29 persone sono imputate di aggiotaggio, false comunicazioni dei revisori e ostacolo all?esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob. Quella di oltre 5 mila risparmiatori, però, è una stima per difetto rimbalzata stamani dall?aula magna in cui si è svolto il processo. Negli ambienti giudiziari si è parlato di molti di più, considerando che gli avvocati di parte civile davanti al gup Cesare Tacconi erano un centinaio e alcuni rappresentavano un esercito di risparmiatori. Nessun imputato era all?udienza. Nessuna richiesta di patteggiamento è stata avanzata, anche se molti imputati lo vorrebbero, per concordare una pena sotto i due anni. Calisto Tanzi non chiederà il patteggiamento. «Il cavaliere», ha dichiarato Giampiero Biancolella, uno dei suoi legali, «potrebbe anche venire in aula. Solo se i medici, viste le condizioni di salute, daranno il via libera». Certo è che il 27 gennaio, Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca, ex revisori di Grant Thornton, arrestati il 31 dicembre, saranno processati, con rito immediato. Ieri a sostenere l?accusa c?erano i tre pubblici ministeri titolari dell?inchiesta, Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino. Molti i risparmiatori con i loro avvocati, anche se sono stati meno del previsto. Tant?è che Marco Deluca, legale di Enrico Bondi, commissario di Parmalat, ha commentato: «Con queste dimensioni il processo può andare avanti spedito». E ha sottolineato come in 10 mesi si sia arrivati a un?udienza preliminare, «soprattutto se si pensa al passato, quando ci voleva almeno qualche anno. È un segnale di efficienza del sistema che ha una sua efficacia deterrente anche nei confronti di chi pensa che il mercato e il sistema non ha capacità di reagire». Ed è quel che lascia pensare anche il fitto calendario fissato dal gup: la prossima udienza sarà il 29 ottobre, le altre il 5, 16, 19, 23 e 30 novembre e il 3 dicembre. Il giudice Tacconi si è preso 24 giorni per esaminare le richieste di parte civile, tra le quali quelle di Bondi, Consob e associazioni come Adusbef, Federconsumatori, Confconsumatori, Codacons, Comitato Parmalat, di Italaudit (ex Grant Thornton) e altri. Forse anche la casa madre di Bank of America, che ha fatto sapere che sta valutando se costituirsi parte civile.
Soddisfazione anche tra gli inquirenti. «Entro fine dicembre», hanno affermato, «si potrebbe anche chiudere con la decisione del gup sulla nostra richiesta di rinvio a giudizio». Riguardo al sistema di costituzione di parte civile, il pm Greco ha lanciato una proposta: «È in presenza di fenomeni come questi che il legislatore dovrebbe pensare a una riforma, anche perché l?Italia non è posto da class action, c?è una Procura che tutela gli interessi dei risparmiatori». Ciò significa semplificare e snellire le procedure e risolvere problemi economici e costi legali che non tutti possono permettersi.
Ieri mattina c?è stata polemica tra gli avvocati Deluca e Gaetano Pecorella, presidente della Commissione Giustizia della Camera e legale di una cinquantina di risparmiatori. «Per poter ergersi a paladini dei risparmiatori occorre assumere posizioni conseguenti», ha commentato Deluca, «Chi ha derubricato delitti che vanno anche contro i risparmiatori con semplici sanzioni, dovrebbe ripensarci». La risposta di Pecorella: «Questi fatti sono accaduti durante la scorsa legislatura quando non c?era la nuova legge sul falso in bilancio. Si tratta inoltre di una società quotata in Borsa e l?attuale legge prevede la stessa sanzione. E poi qui si contesta il reato di aggiotaggio».
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