Parmalat in aula con proteste
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fonte:
- La Provincia di Como
La rabbia dei risparmiatori: 5mila chiedono di costituirsi parte civile
MILANO ? Sono oltre 5 mila i risparmiatori che ieri a Milano hanno chiesto di costituirsi parte civile al via dell`udienza preliminare sul crac Parmalat. Una maxi udienza nella quale sono imputate di aggiotaggio, false comunicazioni dei revisori e ostacolo all`esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob 29 persone: tra queste Calisto Tanzi, l`ex patron del gruppo di Collecchio, gli ex direttori finanziari, le due società di revisione Grant Thornton e Deloitte&Touche, e la filiale italiana di Bank of America. Quella di oltre 5 mila risparmiatori, però, è solo una stima per difetto rimbalzata ieri mattina dall`aula magna in cui si è svolto il processo. Negli ambienti giudiziari si è parlato di una cifra di gran lunga superiore, considerando che gli avvocati di parte civile sfilati davanti al gup Cesare Tacconi sono stati un centinaio, ed alcuni rappresentavano un vero e proprio esercito di risparmiatori. Come prevedibile, nessun imputato era presente all`udienza, iniziata con mezz`ora di ritardo sulla alla tabella di marcia. E nessuna richiesta di patteggiamento è stata avanzata, anche se già si sa che molti imputati mirano ad essere giudicati con questo rito alternativo: puntano a concordare una pena al di sotto dei 2 anni ma la questione è ancora in alto mare. Non per Calisto Tanzi che, stando a uno dei suoi difensori, Giampiero Biancolella, non chiederà alcun patteggiamento. «Il cavaliere ? ha detto l`avvocato ? potrebbe anche venire in aula. Solo però se i medici, viste le sue condizioni di salute, daranno il via libera». Tutti lo aspettano, ma si vedrà. Certo è invece che il prossimo 27 gennaio, Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca, i due ex revisori di Grant Thornton che vennero arrestati il 31 dicembre, saranno processati, con rito immediato dai giudici della 1ª sezione penale del Tribunale di Milano: il giudice Tacconi ha accolto la loro richiesta e li ha mandati direttamente a giudizio in un aula che, per la prima volta nel caso Parmalat, sarà aperta al pubblico. Ieri a sostenere l`accusa c`erano i tre pm titolari dell`inchiesta, Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino. Parecchi i risparmiatori con i loro avvocati anche se sono stati meno del previsto. Tant`è che l`avv. Marco Deluca, legale di Enrico Bondi, commissario di Parmalat, ha commentato: «Con queste dimensioni il processo può andare avanti in modo spedito». E ha sottolineato l`importanza del fatto che in 10 mesi si sia arrivati a un`udienza preliminare, «soprattutto se si pensa al passato quando ci voleva almeno qualche anno. È un segnale di efficienza del sistema che ha una sua efficacia deterrente anche nei confronti di chi pensa che il mercato e il sistema non abbiano capacità di reagire». E? quello che lascia pensare anche il fitto calendario fissato dal gup: la prossima udienza si terrà il 29 ottobre, e le altre il 5, 16, 19, 23 e 30 novembre e infine il 3 dicembre. Dunque il giudice Tacconi si è preso poco più di tre settimane per esaminare tutte le richieste di parte civile, tra le quali quelle di Bondi, della Consob e delle varie associazioni come Adusbef, Federconsumatori, Confconsumatori, Codacons, del Comitato Parmalat, dei nuovi responsabili di Italaudit (ex Grant Thornton) e altri. Forse anche la casa madre di Bank of America, che ha fatto sapere che sta valutando se costituirsi parte civile. Soddisfazione anche tra gli inquirenti per come si è svolta l`udienza preliminare. «Entro la fine di dicembre ? hanno affermato ? si potrebbe anche chiudere con la decisione del gup sulla nostra richiesta di rinvio a giudizio». Riguardo al sistema di costituzione di parte civile, dopo la processione di ieri degli avvocati, il pm Francesco Greco ha lanciato una proposta: «È in presenza di fenomeni come questi che il legislatore dovrebbe pensare a una riforma, anche perchè l`Italia non è posto da class action, c`è una Procura che tutela gli interessi dei risparmiatori».
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