18 Maggio 2011

“Parmalat, il prezzo è basso”

 MILANO IL PREZZO offerto da Lactalis per l’ Opa su Parmalat (2,6 euro ad azione) «non è congruo». All’ unanimità, ieri il cda dell’ azienda di Collecchio, guidato da Enrico Bondi, ha bocciato (com’ era prevedibile) l’ offerta francese perché «non rappresenta il valore del capitale economico di Parmalat nel contesto di un’ operazione di presa di controllo». Per il board, che ha espresso la propria valutazione dopo l’ analisi dell’ advisor Goldman Sachs International, Lactalis dovrebbe aumentare il prezzo dell’ Opa che, incassato venerdì l’ ok di Consob, partirà il 23 maggio per concludersi l’ 8 luglio. Il cda non entra nel dettaglio del ritocco ma è indubbio che punto di riferimento siano i 20 cent in più (2,8 euro) pagati dai francesi ai fondi esteri per comprare il 15,4% e raggiungere quel 28,9% a cui poi è seguito il lancio dell’ Opa totalitaria da 3,4 miliardi. LA VALUTAZIONE del cda (inserita nel documento dell’ offerente trasmesso alla Consob che avrà un paio di giorni per vagliarlo e comunicare l’ opinione del board al mercato prima della partenza dell’ Opa, lunedì) non cambia i programmi di Lactalis. Trattandosi di un’ offerta volontaria il prezzo non è contestabile e, per il momento, è escluso che i francesi valutino un rialzo. Il presidente di Lactalis Italia Antonio Sala, incontrando lunedì insieme con l’ ad Jean-Marc Bernier i sindacati (che hanno condiviso il progetto) ha già detto che non c’ è spazio per ritocchi. E non è un caso che ieri in Borsa il titolo (-0,15%) sia rimasto allineato a 2,61 euro. Se Bondi non può fermare l’ Opa, l’ ultimo ostacolo sulla strada dei francesi è rappresentato dal Tar del Lazio che oggi deciderà se bloccare l’ Opa in base all’ esposto presentato da Codacons e Adusbef. Il verdetto è atteso in mattinata. Alla base del ricorso, la violazione dei principi del Testo unico della finanza e le carenze sul fronte della trasparenza che non consentono scelte consapevoli per i soggetti coinvolti nell’ Opa. Il Codacons ha inoltre inviato un esposto al Procuratore della Repubblica di Milano chiedendo il sequestro del provvedimento con cui Consob ha autorizzato l’ Opa. SE NON CI SARANNO problemi sul fronte Tar, i francesi si preparano a diventare i padroni di Parmalat anche perché, avverte il presidente di Coldiretti Sergio Marini, «non c’ è stato nessun grande imprenditore che ha voluto giocare la partita dell’ italianità». Nell’ assemblea di giugno, non essendo ancora chiusa l’ Opa, Lactalis voterà per il 28,9% del capitale, sufficiente per rinnovare il consiglio e affidare, secondo i rumors, le redini di Collecchio all’ ex presidente Enel Franco Tatò, affiancato dall’ ad Jaouen, dal direttore finanziario Savary e dallo stesso Sala.
 

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