12 Marzo 2003

Parmalat guarda avanti con Frescoblu

Il latte è anche evoluzionetecnologica: Parmalat guarda avanti con Frescoblu




MILANO – Il latte è da sempre considerato un prezioso alimento per la dieta in quanto contiene una riserva di elementi ad alto valore nutrizionale, tanto da essere considerato un integratore naturale. Ma se l`ennesima celebrazione delle doti del latte possono sembrare scontate e ripetute, non altrettanto si può dire riguardo all`impegno delle grandi industrie alimentari per migliorarne la qualità e ampliare l`offerta per i consumatori. Tra queste la Parmalat di Calisto Tanzi, azienda leader nel settore al punto che spesso il suo marchio viene considerato un sinonimo di latte.
L`azienda di Collecchio, durante un incontro con la stampa che si è svolto ieri a Milano, ha voluto ribadire che da quarant`anni, migliorando la qualità dei suoi prodotti, si è sempre imposta sul mercato nel segno dell`innovazione. Una scelta che in alcuni casi ha suscitato numerose polemiche, scatenando battaglie legali con i produttori italiani, come nel caso del lancio di Frescoblu, il latte microfiltrato fresco pastorizzato che offre garanzie di freschezza fino a 12 giorni dalla data di confezione.

Con la commercializzazione di Frescoblu è stata così espugnata la barriera protettiva che vuole la scadenza dopo 4 giorni, a garanzia della qualità. Una sentenza del 21 febbraio 2003 del Tar del Lazio, attualmente in vigore, ha però respinto il ricorso di Unalat, Codacons, Anca Legacoop, Federconsumatori e Adusbef, che chiedevano l`annullamento di due Decreti del giugno 2002, il primo che autorizzava la microfiltrazione ed il secondo che stabiliva l`etichettatura del latte microfiltrato fresco pastorizzato. Con questa sentenza il latte Frescoblu di Parmalat viene considerato legittimo e con tutte le caratteristiche del latte fresco in commercio, così come già aveva stabilito il parere favorevole di una Commissione Interministeriale, composta da scienziati ed esperti nominati dai Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole.

Alfredo Gaetani, amministratore delegato di Eurolat, società del Gruppo Parmalat, ha spiegato: «I quattro giorni di scadenza sono solo una barriera protezionistica. Il rigore e la tecnologia dei processi produttivi e la qualità della materia prima hanno dimostrato che il latte fresco può durare di più e ancora una volta Parmalat ha saputo anticipare i tempi». Il nuovo prodotto della Parmalat, che da alcuni mesi è presente in commercio anche con una versione dedicata al settore emergente del biologico, si è inserto in un mercato che ha registrato negli ultimi anni un calo del 13%, per un giro d`affari complessivo di 2,36 miliardi di euro. Secondo una ricerca Nielsen in Italia vengono consumati 117 litri di latte per famiglia, pari a 2.400.000 tonnellate all`anno. Solo il 3% degli italiani non acquista latte, mentre chi lo consuma sceglie al 60% quello a lunga conservazione e al 40% latte fresco.

Positivo il posizionamento del nuovo prodotto Parmalat, coma ha spiegato Maria Cristina Vezzani, marketing manager del latte fresco Parmalat: «A pochi mesi dal lancio Frescoblu, ha registrato un trend di vendita positivo guadagnando circa il 3,7% di quote di mercato. Un livello, nel segmento latte fresco, mai raggiunto prima».

Bisogna ricordare che per il consumatore la scelta tra latte fresco, a lunga conservazione, intero o parzialmente scremato rimane assolutamente soggettiva, basata sul buonsenso di ognuno verso il tipo e la quantità più adatta alle proprie necessità personali. Le classificazioni in base al trattamento termico subito dal latte per eliminare i batteri e favorire la conservazione del prodotto rimangono a carico delle industrie alimentari che devono garantirne al qualità. Consumato a colazione o in un fuori pasto serale il latte, per il consumatore, deve essere genuino e sapere di buono.



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