2 Marzo 2006

Parmalat e Consob parti civili

Costituiti nel processo contro le banche finanziatrici di Collecchio

Parmalat e Consob parti civili

MILANO – Prima udienza del processo Parmalat sul presunto aggiotaggio che coinvolge banche e manager bancari. Davanti al Gup Cesare Tacconi ieri è iniziato un nuovo confronto al termine del quale il giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta dei pubblici ministeri Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino di rinviare a giudizio 11 funzionari e 6 banche ( Ubs, Nextra, Deutsche Bank, Morgan Stanley, Citigroup e Bank of America) oltre alla società di gestione Nextra. Un “ parterre de Roi“ di avvocati penalisti di diritto societario è sfilato ieri nell`aula magna del Tribunale di Milano. Tra loro i legali della Parmalat e della Consob che si sono costituiti parte civili anche in questo processo contro le banche. Del resto lo stesso l`amministratore e commissario straordinario Enrico Bondi, due giorni fa davanti ai giudici della prima sezione penale, aveva attaccato duramente le banche: la situazione di insolvenza della Parmalat era conoscibile dal sistema bancario, ha detto nella sua deposizione. Ad animare l`udienza le decine di avvocati dei risparmiatori: in 32mila, di cui soltanto 30mila del comitato risparmiatori del Sanpaolo Imi, chiedono di ottenere il riconoscimento del diritto a essere risarciti e per questo si sono costituiti parte civile. Molti investitori hanno fatto ricorso alle associazioni dei risparmiatori, un migliaio si è appoggiato alla Federconsumatori, qualche centinaia al Codacons altrettanti all`Adusbef. Nell`altro processo le associazioni erano state escluse dal giudice, ma ora ci ritentano. “ Se le banche sapevano la situazione della Parmalat come mai il Tribunale di Milano ha accolto la costituzione di parte civile del Sanpaolo Imi, che ha inventato un escamotage giuridico, come quello di far finta di tutelare i suoi clienti dopo averli consapevolmente ingannati? “ , ha scritto in una nota il presidente dell`Adusbef, Elio Lannuti. L`udienza, aggiornata al 24 marzo, è filata via liscia registrando soltanto le eccezioni dei legali delle banche Ubs, Deutsche bank e Morgan Stanley che hanno chiesto la traduzione degli atti in inglese. Un caso a parte resta per ora quello di Bank of America, istituto per cui i Pm furono costretti a rifare la richiesta di rinvio a giudizio per un difetto di notifica, e che finora rimane in una tranche separata del processo: il Gup Tacconi deciderà il 5 maggio se unificare la posizione della banca americana con quelle degli altri istituti di credito. Tuttavia l`obiettivo della banca americana, ha spiegato il legale Riccardo Olivo, è quello di richiedere quanto prima l`istanza di astensione dal giudizio al Gup Cesare Tacconi, lo stesso magistrato che ha presieduto l`udienza preliminare nel primo processo Parmalat ( quello che vede tra gli altri imputati l`ex patron Calisto Tanzi). Era stato Bondi a parlare di Bank of America, così come delle altre banche, sulle indagini fatte dalla procedura: secondo Bondi, la banca americana avrebbe incamerato 30 milioni di euro di commissioni per le operazioni finanziarie strutturate per la Parmalat, quelle stesse operazioni ora all`esame dei giudici. Legata a Bofa ci sono anche le posizioni di Luca Sala, Luis Moncada e Antonio Luzi, gli ex funzionari della filiale italiana della banca, ora a giudizio nel primo troncone del processo contro l`ex patron Calisto Tanzi, gli amministratori, sindaci e collegio sindacale. Davanti al Gup di Milano Cesare Tacconi 32mila risparmiatori puntano al risarcimento.

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