4 Maggio 2011

Parmalat chiama i suoi advisor

Parmalat chiama i suoi advisor
 

Il capitolo del Consiglio d’ amministrazione di ieri di Parmalat si è chiuso senza una decisione sul prezzo offerto da Lactalis per l’ Opa "né sollecitata né concordata" e a ha dato mandato agli advisor (Goldman Sachs, Shearman & Sterling, Studio Legale Lombardi Molinari e Associati e Studio Legale Legance) per una valutazione di congruità del prezzo fissato dai francesi (ovvero 2,6 euro per azione).
Ma come in una partita di tennis, i tempi possono anche essere lunghi.
Almeno fino alla data (25, 26 o 28 giugno) dell’ assemblea.
Il punto era rispedire comunque la palla oltre la rete.
Perché i francesi di Lactalis avevano "schiacciato" a sorpresa lanciando un’ Opa anche se "tecnicamente" non erano tenuti a farlo.
Così facendo però hanno ripreso l’ iniziativa sfilando la mossa a un’ eventuale cordata italiana.
Le novità della giornata di ieri sono arrivate dal Palazzo e da fuori con il Codacons che ha presentato un ricorso al Tar del Lazio per tentare di bloccare i francesi.
Il fatto che Lactalis da anni non pubblichi i bilanci (pagando per questo una multa allo Stato francese) "viola i principi del testo Unico della Finanza e del Regolamento Emittenti" e metterebbe a rischio i 1,4 miliardi di liquidità di Parmalat secondo le associazioni che hanno presentato il ricorso.
Ma la partita a tennis ha trovato tifosi nel palazzo e se la Camera ha votato a favore del decreto legge "Anti-scalate" con l’ astensione di Pd, Udc e Fli e il voto contrario di Idv e Radicali, il vero "fuori programma" è arrivato da Antonio Martino del Pdl che ha riservato un duro attacco al Ministro dell’ economia Giulio Tremonti, da lui accusato di non "aver neanche seguito un corso di primo anno di Economia".
Nel Pdl Giuliano Cazzola, che si è astenuto, dicendosi "fiero" delle sue "velleità mercatiste", ha detto di "trovare singolare l’ introdurre il valore dell’ italianità nella costruzione di un gruppo italo-francese che permetterà di salvaguardare gli impianti e l’ occupazione".
Durissimo Martino, che ha espresso "divertito stupore".
"Quando un’ impresa italiana scala con successo un’ impresa estera sono tutti contenti; quando un’ impresa straniera scala un’ impresa italiana si stracciano le vesti.
Dovrebbe essere il contrario", ha sottolineato in un intervento applaudito da alcuni colleghi di maggioranza rilevando che "nel primo caso c’ è una fuga di capitali italiani, nel secondo invece sono capitali stranieri che arrivano nel Paese".
Il decreto approvato a Montecitorio permette di posticipare i termini per la convocazione dell’ assemblea annuale successiva alla chiusura dell’ esercizio 2010, in favore di alcune tipologie di società quotate.
Esso consente lo slittamento, da 120 a 180 giorni dalla chiusura dell’ esercizio 2010, dei termini per la convocazione dell’ assemblea annuale, anche qualora tale possibilità non sia prevista dallo statuto, in favore di società quotate che hanno l’ Italia come Stato membro d’ origine, investite dall’ obbligo di pubblicare relazioni finanziarie a cadenza periodica.
Queste società, ove al 27 marzo 2011 (data di entrata in vigore del decreto-legge) abbiano già pubblicato l’ avviso di convocazione dell’ assemblea annuale potranno riconvocarla a nuova data.
Tagliato su misura per Parmalat, ma che potrebbe venire buono in seguito per dichiarare "out" i servizi che i francesi starebbero tentando di mettere a segno oltre la rete delle Alpi.

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