19 gennaio 2018

Parlamentarie M5S, la delusione degli esclusi

 

ROMA Luigi Di Maio difende le «parlamentarie», le affollatissime primarie del M5S, a cui avrebbero partecipato oltre 10mila persone. Tanti sono stati infatti gli aspiranti parlamentari che si sono autocandidati alla selezione dei Cinquestelle ma senza, assicura il candidato premier, che il sistema di voto sia andato in tilt: «Non è vero. Ma abbiamo fatto una selezione ferrea. C’ erano persone che non avevano i requisiti e li abbiamo scartati perché noi non siamo una navicella per andare in Parlamento».In rete traspare comunque la delusione di molti attivisti e ieri sera Beppe Grillo e Davide Casaleggio hanno riunito a Roma con Di Maio lo stato maggiore del Movimento in vista dell’ annuncio delle candidature all’ evento di Pescara. «Ho provato ripetutamente per due giorni senza riuscire a esprimere il mio diritto di voto», si lamenta sul blog un iscritto che vuole esprimere il suo «più totale disappunto» per il mancato allungamento dei tempi. Anche chi è riuscito racconta di una sessione «massacrante, un pomeriggio intero. Capisco la forte delusione di chi non è riuscito». Intoppi li ha riscontrati anche l’ ex dipendente della Casaleggio ed esperto informatico David Puente che annuncia di aver «con molta fatica» votato e chiede ai responsabili del sito: «C’ era un controllo?». Ma le lamentele non riguardano solo il funzionamento di Rousseau: molti tra gli aspiranti parlamentari che sono rimasti fuori, come il presidente del Codacons Carlo Rienzi, si sfogano sulle bacheche dei parlamentari uscenti. Altri sul blog prendono le distanze da tutta l’ operazione: «Ho fatto richiesta di cancellazione dal Movimento che è diventato una proprietà privata, che ha introdotto dentro le liste gente arrivista di ogni classe. I risultati li vedrete dopo le elezioni» avverte un attivista. Di Maio però chiarisce: «Noi il meccanismo di voto lo abbiamo migliorato, abbiamo cambiato lo statuto che ora ci permette di non candidare urlatori seriali su internet. Abbiamo cambiato le regole per tutelare i cittadini». A irritare gli esclusi che ora si svelano con i media è stata soprattutto la mancanza di spiegazioni da parte dello staff: «Nessuna motivazione. Non capisco» si lamenta ad esempio la padovana Maria Elena Martinez, medico che ha fatto il pienone di voti sia alle comunali del 2014 che alle regionali del 2015. Chi è passato, invece, deve ora affrontare la tre giorni di «formazione» sul programma elettorale a Pescara prima di sapere se verrà effettivamente messo in lista a fine gennaio, visto che l’ ultima parola spetta comunque a Di Maio che in campagna elettorale ora punta sempre più l’ indice contro Carlo De Benedetti. Intanto, oggi, in qualità di capo politico del Movimento si presenterà assieme a Davide Casaleggio e Beppe Grillo al Viminale per depositare simbolo e programma elettorale.