11 Aprile 2017

Parenti dei bondisti Carife «Rimborsi ancora fermi»

Parenti dei bondisti Carife «Rimborsi ancora fermi»

La decisione della Bce che ha bacchettato l’ Italia sul Dl “Salva-banche” per non aver rispettato l’ obbligo di consultare la stessa Bce sui progetti legislativi nazionali che rientrano nelle sue competenze, finirà al Consiglio di Stato, che dovrà pronunciarsi sul ricorso Codacons contro la legge sul bail-in. Lo afferma la stessa associazione dei consumatori, che si è rivolta ai giudici di Palazzo Spada per ottenere la revisione della sentenza del Tar che aveva bocciato nei mesi scorsi il ricorso Codacons contro il bail-in. “La decisione della Bce è importante perché dimostra come il governo italiano, per la fretta di salvare le banche sulle pelle di obbligazionisti e risparmiatori, abbia agito in palese violazione”. Non si chiude mai il fronte dei bondisti azzerati di Carife. La scadenza, si supponeva definitiva, per il supplemento delle domande di rimborso, dedicato soprattutto ai parenti degli originali acquirenti, è fissato al 31 maggio, «ma ad oggi il Fondo interbancario non ci ha ancora comunicato le nuove procedure – è la denuncia di Roberto Zapparoli, presidente provinciale di Federconsumatori – Sono stati loro a dirci di non presentare le domande prima dell’ emanazione di queste direttiva, ma il tempo stringe perché siamo ormai arrivati a Pasqua e poi ci sono altre festività di mezzo. A questo punto speriamo nei primi di maggio, ma in ogni caso ci toccherà poi correre e alla fine saremo comunque costretti a chiedere l’ ennesima proroga». Federconsumatori ha in sospeso un centinaio di pratiche di trasferimenti tra vivi, ma i risparmiatori Carife coinvolti sarebbero almeno un migliaio: erano rimasti tagliati fuori da un’ interpretazione restrittiva della legge sui rimborsi, ma il recente Salva-risparmi li aveva rimessi in gioco. Dopo quasi due mesi, però, ancora non è stato possibile inoltrare le nuove domande. In attesa delle nuove procedure ci sono, in tutela di Federconsumatori, una trentina di “ritardatari”. In più ci sono le posizioni dei risparmiatori che non rientrano, per limiti di reddito o di patrimonio, nei parametri dei rimborsi automatici, e possono sperare solo nell’ arbitrato: ma anche qui, lamenta Federconsumatori che ha in giacenza un altro centinaio di situazioni di questo tipo, nulla si muove (è il ministero delle Finanze a dover definire i criteri). «I risparmiatori telefonano a noi per chiedere cosa sta succedendo, non al Fondo interbancario, ci aspettiamo una decisa accelerazione della procedura» conclude Zapparoli. (s.c.)

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this