20 Aprile 2010

Parecchi roveretani e trentini tra i 6,8 milioni di passeggeri lasciati a piedi

Tra i 6,8 milioni di passeggeri che, si calcola, sono stati lasciati a piedi dopo lo stop ai voli di questi giorni, ci sono anche parecchi roveretani e trentini. E il collettore delle proteste il Codacons cittadino, che da gioved non fa altro che rispondere al telefono o far accomodare su una poltroncina passeggeri rimasti a terra. Tutta gente che, tra l’ altro, al disagio del mancato viaggio aggiunge i problemi dovuti a informazioni frammentarie quando non sbagliate da parte di alcuni tour operator. Da qui il monito di Codacons: Valuteremo se ci sono gli estremi per fare causa civile. E tutto per colpa di Eyafjallajokull, il vulcano dal nome impronunciabile che, dopo aver annerito il cielo islandese con la sua nube fuligginosa, ora spostandosi verso il continente minaccia di mandare fuori controllo le apparecchiature elettroniche degli aerei. Da qui lo stop ai voli, da qui i disagi. E in questi casi, c’ poco da fare. Neppure chiedere i danni: in queste eventualit si ha diritto al rimborso, ma non al risarcimento. Anche se, spiegano al Codacons, pur in un momento di difficolt, i consumatori hanno diritto ad essere seguiti. E non depistati. I fronti sono due, chiaro: da una parte le compagnie aeree, che gi hanno annunciato i rimborsi. Dall’ altra i tour operator, a cui molti trentini si erano affidati per l’ acquisto del biglietto, ed a cui ora guardano per avere garanzie. Non sempre le hanno – spiega l’ avvocato Gloria Canestrini, Codacons – ed questo il problema. I consumatori dicono, e noi abbiamo poi verificato essere vero, che molti tour operator, davanti alle richieste della clientela in dubbio sul da farsi, con il biglietto in mano, hanno in queste ore dato indicazioni pessime. Molti sono stati rassicurati della partenza del volo, quando era chiaro che in tutto il nord Italia non decollava nulla. Ma, soprattutto, la maggior parte sono stati invitati a presentarsi al terminal, per richiedere il certificato di annullamento del volo. Peccato che per far questo tanti siano saliti in auto, viaggiato fino a Malpensa, perso un’ intera giornata in un aeroporto bloccato da passeggeri inferociti. E tutto per niente. Perch la pratica di rimborso si fa su Internet. evidente che se i tour operator danno indicazioni sbagliate che aumentano i disagi dell’ utenza – spiega il Codacons – allora si pu valutare la causa civile. Anche perch chi stato rassicurato che il volo sarebbe partito regolarmente, non ha neppure cercato un mezzo di trasporto alternativo. E per chi viaggiava per lavoro, questo stato un problema serio. Ma a proposito di problemi, ce ne sono anche sul fronte rimborso: su Internet le compagnie aeree assicurano una risposta in 24 ore. Peccato che, dopo un giorno, a pi d’ uno sia arrivato il messaggio sul cellulare: Appena possibile avr a breve una risposta. I che non aiuta a sentirsi meglio. Tra i problemi di questi giorni, anche le curiosit allarmanti. Come un consumatore che si presentato in Codacons con una storia capace di demolire ogni certezza sul diritto alla privacy: pur avendo lui comprato un biglietto con bancomat, e senza aver lasciato alcun dato se non il nome, in questi giorni ha ricevuto informazioni sui voli via sms. Ma il numero dove stato trovato? Verificheremo anche questo promette Codacons.

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