13 Dicembre 2011

Parco Leonardo, su Facebook pagina choc insulti al 16enne ucciso da un pugno

Parco Leonardo, su Facebook pagina choc insulti al 16enne ucciso da un pugno

"Simone Costa: così impari a fare il tirchio": è il titolo. Al momento sono 45 gli utenti che si sono dichiarati "fan". Tanti, però, i commenti – forse anche amici della giovane vittima – che si sentono offesi da alcuni status pubblicati dall’autore della pagina, che è stata cancellata. Un esposto del Codacons
"Simone Costa: così impari a fare il tirchio": è il titolo della pagina Facebook creata ieri sera sul popolare social network, al solo intento di offendere la memoria del ragazzo morto domenica scorsa al centro commerciale Leonardo. Al momento sono 45 gli utenti che si sono dichiarati "fan".
Tanti, però, i commenti – forse anche amici della giovane vittima – che si sentono offesi da alcuni status pubblicati dall’autore della pagina. "Non vi vergognate?", scrive Ludovica; Michela: "Giocate sulla morte di un ragazzino… oggi ridete speriamo che domani possiate piangere vergognatevi".
E ancora, altri: "Non avete manco un minimo di dignità. Dio certi bastardi li dovrebbe mandà all’inferno", "Lo schifo è che ci sta pure gente che segue questa pagina". Commenti che, però, non sembrano intimorire l’internauta che ha continuato a firmare altre affermazioni insultanti nei confronti di Simone.
Interviene il Codacons: "La madre degli imbecilli è sempre incinta. Prova ne è la pagina apparsa su Facebook nella quale la morte di Simone Costa – il ragazzo ucciso al Parco Leonardo – viene non solo giustificata, ma addirittura inneggiata, perché il 16enne sarebbe colpevole di "tirchieria", per non aver offerto la sigaretta da cui è scaturita la lite. Si tratta di una pagina aberrante, offensiva e incredibilmente diseducativa, in cui la morte per futili motivi viene lodata". "L’autore di questa ‘genialata’ deve essere punito – dice il Codacons – non è sufficiente chiudere la pagina Facebook in questione e far finta che non sia mai esistita. Per tale motivo stiamo preparando un esposto sia alla Polizia Postale, sia alla Procura della Repubblica di Roma, in cui si chiede di individuare l’autore del gruppo e procedere nei suoi confronti per istigazione alla violenza e per altri reati che saranno ravvisabili". La pagina, dopo le proteste (e le segnalazioni) degli utenti è stata nel frattempo cancellata.

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