13 Luglio 2012

Parco del Cilento, abusi e sprechi in un dossier

Parco del Cilento, abusi e sprechi in un dossier

SALERNO – «Il Cilento era più intatto prima che diventasse un’ area protetta». Vi sembra un’ affermazione forte, per un territorio con la tutela di Stato, Europa e Unesco? Ditelo al Codacons, che vede cose siffatte: «Un’ urbanistica incontrollata, la costruzione di ecomostri, un abusivismo edilizio tollerato per assenza di serie politiche indirizzate agli abbattimenti e al ripristino della legalità violata. Il deterioramento ambientale non risparmia i corsi d’ acqua interni e pregiati tratti di costa, messi in pericolo da inesistente o mal funzionante depurazione delle acque reflue». L’ associazione ha contestato certe situazioni, poi ha raccolto gli atti e ne ha fatto un dossier. Il documento, nato per iniziativa del professore Enrico Marchetti e dell’ avvocato Pierluigi Morena, è curato dall’ ufficio legale del Codacons Campania (hanno collaborato gli avvocati Maria Cristina Rizzo, Raffaella D’ Angelo, Matteo Marchetti e il professore Roberto De Luca). Si capisce, dunque, perché il testo considera solo alcuni aspetti deteriori della sub-regione salernitana. Innanzitutto il rapporto chiama in causa i Comuni per le decisioni del passato: una specie di autostrada sul Monte San Giacomo a 1200 metri sul mare, un rumoroso kartodromo e una centrale eolica in area protetta a Torraca, un enorme capannone-supermercato in pieno centro storico ad Acciaroli di Pollica. Né dimentica la situazione dei fiumi. Il Mingardo: sulla foce, «da qualche anno viene costruita artificialmente una spiaggia dragando il fiume con pale meccaniche, con sabbia di riporto e massi frangiflutto per servire campings e altre strutture sulle rive». Il Calore: molti centri che vi si affacciano «non sono dotati di impianti di depurazione» o ne hanno di «malfunzionanti e/o obsoleti». I redattori non dimenticano gli scandali storici. Per esempio il mastodontico cementificio, mai completato, che da decenni deturpa una zona di Sapri: il Codacons ha più volte diffidato il Comune a trovare una soluzione per il ripristino ambientale. Storie molto italiane. Come l’ abusivismo nell’ ex Club Med di Palinuro, con 130 villette fatte sequestrare dal magistrato Alfredo Greco nel dicembre 2010: per ordinare gli abbattimenti, in sostituzione del Comune di Centola, la Regione ha dovuto nominare un commissario. Oppure i palazzi presso le Ripe Rosse di Montecorice, «eco-mostri ultraventennali che il proprietario ha strenuamente difeso in sede penale, civile e amministrativa perdendo sinora tutte le battaglie giudiziarie». Il dossier denuncia che le speculazioni edilizie divorano le coste e l’ entroterra. Nel 2007 il Codacons volle vedere le ordinanze di demolizione emesse dall’ Ente Parco: gliene mostrarono quattro, emesse in quindici anni. E domani? Il basso Cilento potrebbe essere attraversato dal condotto della Snam che porterà gas dal Nordafrica. Due tubi sottomarini approderanno alla foce del Bussento, presso Policastro, risaliranno il fiume e raggiungeranno una centrale di decompressione. Da lì partirà un secondo tracciato, che bucherà il monte Cocuzzo per 1200 metri e arriverà a Montesano sulla Marcellana. Il comitato “COntro Sealine TirrenicA” organizza gli oppositori del progetto, i quali stimano che l’ opera comporterà l’ interferenza con numerosi corsi d’ acqua e la rimozione di circa 29mila alberi lungo 18 chilometri di aree boscate. Vantaggi locali? “Nessuno”. Alfonso Schiavino RIPRODUZIONE RISERVATA.

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