Parcheggi: l’ estate d’ oro delle strisce blu
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fonte:
- Il Venerdi di Repubblica
C’ è un buco nel bilancio? Il rubinetto dei finanziamenti statali sembra chiuso per sempre? Nessun problema: basta aspettare l’ arrivo dell’ estate. Perché arrivano anche i turisti, molto spesso con le loro macchine, e da qualche parte dovranno pur parcheggiare. Basta colorare di blu quei contorni, piazzare un parcometro, magari aumentare di un tanto la tariffa oraria della sosta e il gioco è fatto. Da 50 centesimi a 3 euro l’ ora: il solo posteggiare l’ auto nelle piccole località di vacanza, spesso in aree neanche sorvegliate, spesso in terreni polverosi riadattati a parcheggio, è diventato un salasso. E non c’ è colore politico di giunta che possa fare la differenza: i piccoli comuni italiani, da Nord a Sud, fanno spesso cassa con parcometri e grattini, applicando l’ equazione del tanto manca tanto si aumenta, moltiplicato per il numero dei residenti, elevato alla enne della variabile turisti. E così, più o meno, i conti tornano. Qualcuno nega che il gioco sia questo («Ci costano più gli ausiliari di quanto incassiamo»), altri evitano di commentare, altri ancora ammettono: «Senza giri di parole, abbiamo delle lacune in bilancio e noi dobbiamo fare cassa». Ne è convinto anche Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «Le strisce blu oramai sono diventate un punto forte dei bilanci dei Comuni, grandi o piccoli che siano, garantendo introiti milionari. C’ è chi installa parcheggi a pagamento in modo del tutto indiscriminato, contravvenendo alle disposizioni del codice della strada, che prevedono parcheggi a pagamento a patto che gli automobilisti abbiano anche a disposizione posteggi gratuiti». Miniere d’ oro, dicevamo. D’ estate soprattutto nelle località turistiche, dove il blasone del luogo può essere misurato anche in base al tariffario della sosta, benché molte amministrazioni prevedano sconti per i residenti. A Finale Ligure, perla della riviera di Ponente, il parcheggio costa 1,80 euro l’ ora, più o meno in linea con quanto si paga a Portofino. Alassio si ferma a 1,50, Sanremo a 1 euro. In Toscana i picchi più alti si toccano lungo il litorale che va da Viareggio (gratis la prima ora, 1,5 la seconda, 2 euro dalla terza in poi) a Forte dei Marmi (2 euro), mentre è più abbordabile da Livorno (1 euro) in giù. Fanno eccezione Porto Ercole e Porto Santo Stefano, che adottano un sistema crescente simile a quello di Viareggio (0,50, poi 1 euro e infine 2,5 dalla terza ora). «C’ è chi dice che la tariffa a 2 euro sia un po’ cara, ma purtroppo dobbiamo fare i conti con la nostra realtà, con le nostre entrate» spiega il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti. «La verità è che non siamo più autonomie locali, altri decidono per noi. Le nostre scelte sono condizionate dalle decisioni del governo centrale. Non abbiamo libertà di movimento. Se non quella di modulare le tariffe, privilegiando i residenti e i turisti stanziali. I 2 euro si pagano solo vicino al centro e sul lungomare». Qualche cifra indicativa: il bilancio di previsione di Forte dei Marmi si attesta da tre anni sul milione 200 mila euro di ricavi dalla sosta, con un’ incidenza di circa il 60 per cento nei mesi più caldi, da maggio a settembre. Scendendo verso Sud, cala ancora il costo della sosta sul litorale laziale. Il Comune di Sabaudia, ad esempio, ha lasciato a 1 euro l’ ora il costo del parcheggio sul lungomare, come al Circeo, allungando però il periodo di pagamento (dal 7 aprile al 15 ottobre): la previsione, scritta nel bilancio di previsione 2015, è di incassare 1 milione 350 mila euro. «Ma non ci sto a passare per il sindaco che spenna i turisti» tuona Maurizio Lucci, sindaco di Sabaudia. «Le spiego subito: noi abbiamo venti chilometri di lungomare. Che dev’ essere curato, mantenuto, sorvegliato. Abbiamo 34 passerelle in legno che dalla strada portano in spiaggia passando tra le dune. Curiamo la pulizia non solo della spiaggia, ma anche delle dune. Dobbiamo prevenire erosioni naturali e atti vandalici. Inoltre ci sono i vigilantes con i motorini, che non fanno solo multe, ma anche da deterrente. Più l’ assistenza bagnanti, nelle ampie zone di spiaggia libera. Poi certo, non ci nascondiamo: una parte di quanto entra serve a fare cassa. Ecco i numeri: al 15 luglio abbiamo incassato 460 mila euro, quasi il doppio dell’ anno scorso. E senza aumentare le tariffe. Evidentemente i turisti vengono volentieri qui, trovano servizi, qualità. Se il trend sarà confermato, a fine stagione quel milione 350 mila diventerà parecchio di più». Il prezzo del parcheggio torna a salire, ed era prevedibile, lungo la Costiera amalfitana: 1,50 euro l’ ora a Sorrento, fino a 3 euro a Positano, che però ha pochi spazi a disposizione. In Sicilia, il Comune di Palermo ha ripristinato le strisce blu a Mondello e Sferracavallo, con un’ entrata prevista di 400 mila euro. Polemiche aspre in Sardegna, a Golfo Aranci, dove la sosta a pagamento è stata decisa, a fine giugno, anche a Cala Sassari e Spiaggia Bianca. «Ho ricevuto molte lamentele e le capisco, ma eravamo gli unici rimasti senza strisce blu» ha commentato il sindaco alla Nuova Sardegna. «Da Budoni a Santa Teresa si paga ovunque. I ticket servono per migliorare i servizi». Tornando in continente, e risalendo la costa, i prezzi scendono. Molto più a buon mercato posteggiare a Cirò Marina, in Calabria (50 cent l’ ora). Mentre a Vieste, una delle più rinomate località del Gargano, il prezzo per lasciare la macchina sul lungomare è 1 euro l’ ora, 3 la mezza giornata, 5 l’ intera, con la proporzione di 1 posto gratuito ogni 10 a pagamento. In linea con i prezzi del resto dell’ Adriatico, da San Benedetto del Tronto a Rimini e Riccione: sempre 1 euro come tariffa massima. Nel bilancio di previsione 2015 di Riccione le entrate previste per la gestione delle aree sosta superano i 2 milioni di euro. Risalendo ancora, sembra essere tornato il sereno a Chioggia, dopo che la giunta ha deliberato a fine giugno la riduzione della tariffa per posteggiare in centro storico: era 2,5 euro l’ ora, è stata abbassata a 1,5, con gran soddisfazione dei commercianti e, si presume, dei turisti. A Jesolo il tetto è di 1,60 euro l’ ora a ridosso delle spiagge. A Lignano Sabbiadoro, infine, 80 centesimi l’ ora per il parcheggio su strada, ma sul lungomare la tariffa giornaliera è di 6 euro. 1,5 € seconda ora 2,50 € dalla terza ora A ndora (Savona). Ad Andora di blu c’ è solo il mare. Strisce bianche sull’ asfalto, il parcheggio non si paga, al massimo un disco orario da rispettare. E niente autovelox. Il paese dei balocchi si trova nella riviera di Ponente ligure, in provincia di Savona: 7.500 residenti, 65 mila presenze d’ estate. «Noi ci teniamo ai nostri turisti» spiega il sindaco di Andora, Mauro Demichelis, «preferiamo che i soldi del parcheggio li investano in altri servizi, bar ristoranti, attività commerciali». E il bilancio? «Non nego qualche difficoltà, dovuta al patto di stabilità. Le seconde case ci portano un po’ di respiro. Ma siamo certi che l’ offerta free, dal parcheggio alla spiaggia attrezzata, al wi-fi, sia la strada giusta per attirare turismo». (a.ga.) 1,80€ 1 ora 1,50 € 1 ora 2 € 1 ora 0,80 € 1 ora 6 € tutto il giorno 0,50 € 1 ora 1,50 € fino a 3 € 1 € 1 ora 1 € 1 ora 0,50 € 1 ora 2,50 € dalla terza ora 1 € 1 ora italia SENZA SOSTA DA FINALE LIGURE A MONDELLO, NELLE LOCALITÀ DI VACANZA SI MOLTIPLICANO I PARCOMETRI. E MENTRE I CONSUMATORI PARLANO DI INIZIATIVE PER FARE CASSA, I SINDACI SI DIFENDONO: PER GARANTIRE I SERVIZI AI TURISTI CI SERVONO SOLDI.
andrea gaiardoni
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