8 Luglio 2018

Parcheggi a pagamento? Meglio “congelarli”

Non si stemperano le polemiche sull’ ampliamento delle strisce blu, previste anche nel quartiere San Leonardo. Presentato il ricorso al Tar da parte del Codacons e di un gruppo di commrecianti e residenti schierati sin dal primo momento contro i parcheggi a pagamento, ecco che scende in campo pure Cambiavento, il movimento creato dal consigliere comunale Nicola Fiorita. «Sappiamo che i lavori per l’ installazione dei nuovi stalli – scrive in una nota il presidente Alberto Carpino – stanno per terminare rendendo così presto operativo il nuovo regime delle tariffe delle strisce blu. Fermo restando che la definizione ultima della questione spetterà ai giudici, chiediamo al Comune un intervento suggerito dal buon senso: si applichi una moratoria sulle nuove strisce blu almeno fino al pronunciamento del Tar. La ragione è semplice: nel caso in cui fosse accolto il ricorso del Codacons, i proventi derivanti dai nuovi stalli a pagamento diventerebbero non dovuti con il rischio di creare successivamente non pochi problemi finanziari all’ Amc che incassa i relativi introiti, così come sarebbero illegittime le eventuali multe legate alla violazione delle nuove regole dei veicoli nelle aree interessate dalle strisce blu. Una sospensione, insomma, per scongiurare problemi agli enti pubblici e nondimeno – conclude Carpino – eventuali ingiustizie nei confronti dei cittadini». Un ragionamento che parte dai parcheggi a pagamento e si estende fino ad altre problematiche della città è quello, invece, di Alfredo Serrao, presidente dell’ associazione “I Quartieri”: «Per noi – scrive in una nota – Catanzaro è una bella donna, attenta alla sua bellezza sfiorita dal tempo e dall’ incuria, che necessita di un (ri)tocco fatto di colore, non solo un maquillage, ma anche un tocco di smalto che è vezzo di femminilità. L’ unica cosa che ancora oggi non riusciamo a capire è perché il colore debba essere solo e soltanto “blu” e come questo colore diventi valore di femminilità che fa ritornare ad essere bella donna la città capoluogo. Blu – incalza Serrao – è colore di moda catanzarese a Palazzo De Nobili. Blu è il colore di alcuni contestati carrellati. Blu è il colore dello smalto che questa amministrazione municipale sta passando sulle unghie dei cittadini, facendo diventare la nostra città un grande parcheggio a pagamento. Blu è il colore che i catanzaresi non amano più, è un colore di lutto nello scoprire che questa città, la sua amministrazione civica, non ama i suoi cittadini». Secondo Serrao, ancora, «blu è il colore di una contestazione che sta assumendo i contorni di una lotta di democrazia, che vede schierati da una parte la città e dall’ altra immotivatamente chi dovrebbe amministrarla, insensibile e sordo alle richieste di dialogo e di confronto. Non serve capire se il blu sia puffo o buffo, perché così non è! Non serve nemmeno a questa amministrazione municipale che continuiamo a considerare amica in alcune componenti, portare lo scontro all’ ultima ratio, quando si evita il confronto e soprattutto il buonsenso del padre di famiglia, quello che rappresenta anche il sindaco. Colui che è sindaco di una città tutta che farebbe bene ad ascoltare e, non già di una piccola pletora politica di rappresentanti istituzionali, il cui valore non è pari ai frequentatori di una fattoria didattica. Si perde così facendo quel valore storico di accoglienza di Catanzaro, stracciato e disperso dalla manifesta (in)accoglienza delle strisce blu. Farebbe bene Sergio Abramo – prosegue Serrao – ad ascoltare le motivazioni senza buttare il tutto nel valore di cassa che, in un ragionamento di opportunità politica e di sostenibilità sociale, non sempre vince. Per come non vince il blu delle strisce blu, il cui valore civico per una città come Catanzaro oggi, ha lo stesso valore delle palline segna percorso che, certamente, servirebbero come ristoro e prospettiva a chi non distingue il democratico dissentire sul piano politico, dai petardi, i cori e gli striscioni con cui hanno seppellito quello che era un valore nobile: quello della politica del dialogo, portando questa città a non amare i suoi figli!».

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