“Paranormal activity” non spaventa gli adulti
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fonte:
- Il Giorno
MORBEGNO – I L 5 FEBBRAIO è uscito nelle sale cinematografiche italiane il tanto atteso «Paranormal activity»: una pellicola a bassissimo costo che negli USA è riuscita a incassare più di 100 milioni di dollari. «Paranormal activity», diretto da Oren Peli e girato in una sola settimana, racconta le vicende di una giovane coppia alle prese con un demone che sconvolge la sua quotidianità. I due decidono di riprendersi con una macchina da presa per scoprire come eliminare quest’ entità. Tutto girato con la camera a mano e tutto in soggettiva, il film è stato paragonato al fenomeno del 1999 «The blair witch project». Ma come si spiega tanto successo? Grazie a un intelligente piano di marketing. Sia negli USA, dove il film è uscito a ottobre, sia in Italia, una mirata campagna promozionale ha spinto tutti a credere che questa pellicola sia la più terrificante e spaventosa dell’ anno, che sia l’ «Esorcista» dei nostri giorni e che, dopo averla vista, non si riuscirà più a dormire. E per molti spettatori è stato davvero così: a Roma e a Napoli sono stati segnalati diversi casi di attacchi di panico da parte di ragazzini che avevano visto il film; Il Moige e il Codacons annunciano battaglie e ricorsi chiedendo che «Paranormal activity» venga vietato ai minori di 18 anni. Ma il film è davvero così spaventoso? L’ abbiamo chiesto ai cittadini di Morbegno, l’ altra sera, all’ uscita del cinema Pedretti. «Sinceramente a me non ha fatto troppa paura – racconta Alessandro, 28 anni – mi aspettavo molte più scene splatter, invece niente. Certo c’ è una piccola tensione che percorre tutto il film ma non riesco proprio a capire come si possa star male dopo averlo visto. Comunque mi è piaciuto: è davvero difficile fare un buon film horror e devo dire che il regista è riuscito nel suo intento». Non è dello stesso parere la sua ragazza, Monica, 23 anni: «E’ stato abbastanza angoscioso. Forse non vedere mostri e sangue l’ ha reso ancora più terrificante». «Io capisco perché gira la voce che Stephen King, il re del brivido, abbia abbandonato la sala a metà proiezione – dice Francesco, 25 anni -: era talmente annoiato che non resisteva più! Davvero un brutto film, non succede nulla e tutte le aspettative che i trailer e la campagna pubblicitaria hanno creato lo rendono ancora più noioso». «Probabilmente se lo vedesse un ragazzino di 12, 14 anni avrebbe qualche problema a dormire la notte – spiega Giuliana, 45 anni – ma non riesco proprio a capire come si possa star male dopo averlo visto. Forse stasera controllerò sotto il letto prima di addormentarmi – continua ridendo – ma da qui a dover chiamare il 118 ne passa di strada».
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