15 Gennaio 2008

Papa Ratzinger: “sostieni la famiglia e ottieni la pace“

Rileggendo a mente fredda quanto detto dal papa per il nuovo anno scopriamo che sostenendo la famiglia si promuove la pace. Con tutto il rispetto per il sacro pulpito, che c`azzecca? Siamo proprio alla mistificazione. Nel comprensibile intento di serrare le fila di un mondo cattolico sempre meno osservante e di arginare la crescente secolarizzazione della società, Ratzinger non esita ad avocare strumentalmente a sé un valore universale, un bene planetario (come la salute, l`acqua o la sopravvivenza della stessa terra) in nome del quale sarebbe assai più opportuno unire gli uomini, invece che dividerli. Sinceramente resta anche difficile capire come possa non coltivare il ragionevole dubbio che certe dichiarazioni finiscano per far perdere consensi, piuttosto che accrescerli. Né può essere ritenuta casuale la scelta del momento in rapporto all`attualità politica del nostro paese. Narciso Dicola E.mail Ha il telefono senza linea e nessuno gli dice perché Gentilissimo direttore, è mai possibile che un cittadino italiano venga privato del servizio telefonico per circa due mesi e trovarsi oggi nella condizione di non essere in grado di risolvere tale problema? Purtroppo questa è la realtà. Da più di un anno, seguendo le offerte promozionali di gestori di utenza telefonica, ho disdetto il contratto ad uso domestico che avevo con la Telecom per passare a Wind. Tale scelta è stata motivata oltre che da un evidente risparmio economico, anche dal fatto che Telecom mi aveva addebitato più volte consumi telefonici con cifre abbastanza elevate, e da me regolarmente pagate, conseguentemente a presunte telefonate in colonie francesi delle quali non conoscevo neppure l`esistenza. Per tale motivo presentai anche denuncia ai carabinieri pur nella consapevolezza che non avrei ricevuto alcun ritorno economico da parte del citato gestore. Passato quindi a Wind pensai di aver risolto tale problema ma, in realtà, dopo poco tempo sono stato coinvolto in problemi ben più grandi in quanto privato dell`uso del telefono per circa dieci giorni e, solo a seguito di innumerevoli quanto fastidiosi solleciti, sono riuscito a riavere tale servizio. La cosa si è nuovamente ripetuta il giorno 21 novembre scorso e ad oggi la mia linea telefonica risulta ancora disattivata pur avendo regolarmente pagato tutte le bollette telefoniche. Al culmine dell`esasperazione ho inviato una raccomandata alla società Wind (che addebita tale incoveniente ad un mancato intervento tecnico da parte di Telecom), una alla Telecom (che dichiara di non aver ricevuto nessuna richiesta di intervento tecnico da parte di Wind), e una, per conoscenza, anche alla procura della Repubblica per ravvisare eventuali ipotesi di truffa. Ma ho fatto di più pur nella consapevolezza che è vergognoso rivolgersi a terzi per la risoluzione di determinati problemi, ho inviata una e-mail addirittura a “S.o.s. Gabibbo“ (tanto per capirci ho scritto a “Striscia la notizia“) ed al Codacons (una delle associazioni che tutelano i consumatori) ma ad oggi nessuno si è fatto avanti. è certo, comunque, che tale disservizio è stato subito anche da altre utenze, e chissà quante ma, purtroppo, il cittadino italiano oltre che subire passivamente soprusi di ogni genere non può che abbassare il capo e sperare che qualcuno, un giorno, decida alla fine di intervenire in suo favore. Roberto Appignani Pescara Solidarietà per i rifiuti ma non ai responsabili Signor direttorte, il Presidente della Regione, onorevole Del Turco, accoglie in Abruzzo 15mila tonnellate di rifiuti in nome della solidarietà. Il Presidente del Consiglio, onorevole Romano Prodi, fa il suo predicozzo alle Regioni in nome della solidarietà. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, a occhi bassi, dice che Napoli oltre alle monnezze ha anche le bellezze e chiede solidarietà. Io, semplice cittadina indignata ma inerme, mi chiedo: solidarietà a chi? Ad un presidente di Regione e ad una amministrazione regionale che ha sperperato miliardi con l`emergenza rifiuti? Solidarietà ad un presidente e a sindaci che hanno creato il loro consenso mantenendo una situazione di emergenza per moltiplicare posti di lavoro inutili con i nostri soldi? Solidarietà ad una gestione dell`amministrazione pubblica immorale e senza vergogna? Solidarietà a comportamenti incomprensibili delle istituzioni tutte, politiche, religiose, giudiziarie? E` questo che chiedono le massime istituzioni del nostro Paese e della nostra Regione? Non che si ponga fine ad un sistema che da decenni ammorba alcune parti del Sud. Non che si ristabilisca la legalità e la trasparenza, non che siano puniti ed eliminati coloro che ne sono causa, non che si crei nel cittadino un senso civico e responsabile per cui ci si assume le responsabilità del voto, delle scelte fatte, delle condizioni che lui stesso ha creato? Le parole delle istituzioni sono un paravento di ipocrisia e di falso moralismo, per nascondere la vergogna di fronte al mondo intero e per coprire ancora una volta persone, comportamenti ed atti che continueranno ancora, e senza paura. L`Italia è nel massimo degrado soprattutto per colpa loro.

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