«Papà ha sbagliato ma non voleva far male davvero»
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Carabinieri con la pistola in pugno nelle ore del sequestro a Romano Calcio Emanuele Biava In carcere adesso condivide la cella con un altro detenuto e chi lo ha incontrato negli ultimi giorni dice di averlo trovato tranquillo, anche se consapevole del peso delle accuse che pendono su di lui dopo la clamorosa irruzione all’ Agenzia delle entrate di Romano. Sono passati dieci giorni dall’ arresto di Luigi Martinelli, l’ imprenditore di 54 anni di Calcio che nel pomeriggio del 3 maggio, armato di fucile e due pistole, si è barricato per sei ore nell’ ufficio di via XXV Aprile, sparando un colpo e tenendo in ostaggio un impiegato. Dieci giorni in cui i riflettori di tutta Italia sono rimasti puntati sul «caso Romano», esploso per un debito che l’ imprenditore aveva col fisco: 44 mila euro secondo la sua versione, 1.400 secondo gli inquirenti che hanno in mano le cartelle esattoriali con gli arretrati dei canoni Rai non versati dal 2001. Dal dibattito che si è aperto sulla vicenda la famiglia Martinelli (l’ imprenditore è separato ed è padre di due figli) fino ad ora ha voluto mantenersi a distanza. Un silenzio, spiegano, dettato non dalla volontà di giustificare un’ azione che loro per primi ritengono sbagliata, ma di capire restando vicini al familiare rinchiuso in carcere. «Dal 3 maggio ? dice la figlia Francesca ? sono state dette e scritte molte cose su mio padre. La nostra è una famiglia normale, che non ama stare sotto i riflettori e suo malgrado si è trovata al centro dell’ attenzione: per questo ora preferiamo non aggiungere altre parole, se non ribadire che siamo sicuri che non voleva fare del male a nessuno, che siamo con lui e che gli vogliamo bene». «Non ci è possibile entrare nel merito di quello che è successo ? aggiunge ancora la figlia dell’ imprenditore ? anche perché nemmeno a noi è completamente chiaro: questa vicenda deve essere chiarita prima di tutto nelle aule di giustizia. Solo allora, quando tutti i dettagli saranno nitidi, potremo parlare e raccontare di mio padre, una persona normale, un gran lavoratore, che col suo esempio ci ha insegnato i valori della vita». L’ offerta del Codacons Nel frattempo sul fronte giudiziario, dopo la convalida del gip, si aspettano le contromosse della difesa per ottenere una misura cautelare meno restrittiva nei confronti di Luigi Martinelli, che deve rispondere di sequestro di persona, minacce, sparo il luogo pubblico e porto abusivo di arma da fuoco. L’ imprenditore, fino ad ora difeso dall’ avvocato Stefano Paganelli, starebbe valutando con i familiari l’ offerta del Codacons, che all’ indomani dell’ arresto aveva proposto l’ assistenza legale gratuita attraverso l’ avvocato Giuliano Leuzzi di Roma.
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Tags: Giuliano Leuzzi, Luigi Martinelli
