23 Luglio 2013

Papà Antonelli: «Andrea meritava di più»

Papà Antonelli: «Andrea meritava di più»

 

 

«NON POTEVI dirgli di non fare quello che faceva perché lui era così convinto di poter arrivare in Superbike». È il giorno del dolore per papà Arnaldo, il padre diAndrea Antonelli, appena tornato nella casa difamiglia a Castiglione del Lago dopo la tragedia del figlio morto domenica nel nubifragio del gp di Mosca.«Si meritava qualcosa di piùha detto ancoraArnaldoAntonelli – e lo sapeva. Lottava per questo, per arrivare in alto». Sempre il padre del 25enne ha ricostruito i momenti successivi all’ incidente. «L’ ho visto – ha spiegatoquando lo portavano al centro medico. È stato interminabile. Secondo me era già morto». Intanto ieri a Mosca è stata effettuata l’ autopsia sul corpo del giovane pilota umbro e la salma rientrerà in Italia entro poche ore. Sulla morte, durante una gara del mondiale Supersport, ieri si sono registrate tante reazioni.IlCodacons ha comunicato la decisione di depositare un esposto alla Procura di Roma. «Abbiamo deciso di chiedere alla magistratura italiana di aprire un’ indagine sull’ incidente che ha causatola morte di un cittadino ita liano all’ estero – si legge in una nota dell’ Associazione – Chiediamo di procedere per il reato di omicidio con dolo eventuale in relazione alle condizioni proibitive della pista al momento del decesso». Tra le tante reazioni del mondo dello sport da segnalare quella di Giovanni Malagò, numero uno del Coni. «Non ci si deve approfittare del l’ amore che hanno questi ragazziverso questo sport, che spesso è una vera e propria fede – ha detto – sulla tragedia credo che bisogna prima avere il quadro completo per poter commentare. Certo, uno rimane molto perplesso nel vedere quelle immagini e quel contesto, a prescindere da quella che era la passione per questo ragazzo e di tanti ragazzi che probabilmente correrebbero contro qualsiasi avversità e in qualsiasi condizione meteo». È intervenuto anche l’ ex campione Giacomo Agostini,15 volte iridato nel motociclismo. «Spesso dopo incidenti come questo si parla tanto e anche a vanvera. Bisogna tenere i piedi per terra, pensare a migliorare la sicurezza e pensare che in fondo questo mestiere ce lo siamo scelti noi. A Valentino Rossi è venuta voglia di tornare a casa? Ma Valentino non sa che in questo mestiere si può morire, purtroppo?. I piloti – ha concluso -sono coscienti dei rischi che corrono, sappiamo che il motociclismo è uno sport pericoloso ma come ce ne sono tanti altri. È impossibile eliminare del tutto il rischio di perdere lavita».

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