31 maggio 2017

Paoli-S.Carlo, sondaggio e polemiche

Schede distribuite senza preavviso agli alunni per essere riconsegnate, aperte e compilate, agli insegnanti. E poi ancora nessuna garanzia di attendibilità visto che nessuna di queste era stata validata e foirmata per evitare compilazioni fasulle. Infine quesiti pilotati, con due risposte pre-impostate su tre che offrono solo risposte positive.Sono queste le contestazioni del Codacons – Modena contro il sondaggio sul gradimento nelle famiglie e tra gli alunni delle medie S.Carlo e Paoli che da due anni hanno in tutta la scuola l’ orario obbligatorio di sei ore al giorno e una settimana di soli cinque giorni. Una scelta varata nel 2015 dopo furiose discussioni e raccolte di firme che furono ignorate,Ora, alla vigilia del fine ciclo della scuola, un sondaggio per capire cosa pensano i genitori. Ma per il Codacons le garanzie di corettezza dell’ intera operazione sono inesistenti.«Alle scuole medie Paoli e S. Carlo, prima unite e da quest’ anno distinte in due plessi distinti, il Provveditore Menabue ha ravvisato all’ improvviso, nelle ultime ore dell’ anno scolastico, la necessità di capire le conseguenze della settimana corta – scrive in una nota il Codacons – Una scelta che fu presa alla spicciolata,a decisioni già irrevocabili. Il pretesto fu un sondaggio fatto su internet agli studenti: domande generiche, poco chiare, rivolte agli adolescenti. Nulla fu fatto per iscritto, spiegando tempestivamente alle famiglie quello che stava per essere approvato. Bene, dopo due anni la responsabile provinciale delle scuole, la prof. Menabue, ha superato persino quella giostra di mezze risposte che nessuno ha mai visto da due anni e che sono servite come alibi. Nelle due scuole, per alunni e genitori, sono arrivati questionari con poche domande: le risposte sono orientate, e non poste in maniera neutrale come sarebbe stato giusto se avessero avuto interesse ad avere una risposta attendibile. Infatti genitori e alunni non possono scrivere che sono assolutamente insoddisfatti, ma solo che sono poco, abbastanza o molto soddisfatti, discriminando chi è totalmente insoddisfatto.Tanto valeva che il sondaggio venisse fatto per alzata di mano, magari dagli insegnanti, gli stessi che hanno distribuito e raccolto i questionari in forma aperta, in modo da poter leggere ciò che gli alunni consegnavano. Peggio ancora. Le schede non sono firmate né validate da garanti. Chiunque potrà barrare a piacimento schede bianche a volontà e misurare così il gradimento scontato della decisione presa nel 2016. Diffidiamo, anche per future azioni legali, la prof. Menabue e le autorità scolastiche a validare questa consultazione in scelte per il prossimo anno scolastico. Siamo a fianco di genitori, insegnanti e alunni che in questo biennio hanno dovuto fare il possibile per arginare il crollo del rendimento e dell’ apprendimento scolastico, con giornate di studio di sei ore per ragazzi e ragazze dai 10 anni in su. È indispensabile che dal prossimo anno sia data la facoltà di orario scolastico più opportuna alle necessità delle famiglie».