30 Settembre 2019

Panzironi, nuova multa dell’Antitrust. “Pratiche commerciali scorrette”

 

Roma, 30 settembre 2019 – Integratori nel mirino dell’Antitrust, che ha sanzionato Life 120 Italia e Welcome Time Elevator, oltre all’emittente televisiva Teleuniverso e al giornalista guru delle diete Adriano Panzironi, “per aver reiterato due pratiche commerciali scorrette già vietate e sanzionate con il provvedimento dello scorso 13 settembre 2018”. Le due multe ammontano rispettivamente a 250.000 e 40.000 euro. Su Panzironi pende anche una denuncia dell’Ordine dei medici di Roma per esercizio abusivo della professione medica e una sospensione dall’Ordine dei giornalisti del Lazio.

Life 120 Italia, spiega l’Antitrust in una nota, ha continuato a diffondere, all’interno delle puntate della trasmissione Il CercaSalute andate in onda nel periodo gennaio-giugno 2019, due versioni dello spot pubblicitario relativo al prodotto Orac Spice “che contenevano ancora riferimenti a non dimostrati effetti terapeutici delle sostanze contenute nel suddetto integratore”.
Nello spot in esame venivano, infatti, suggeriti veri e propri effetti preventivi e terapeutici in capo ai componenti dell’integratore Orac Spice “che, per definizione, – prosegue l’Autorità – può invece avere soltanto l’effetto di ottimizzare le funzioni fisiologiche che sono già nei limiti della normalità. Per la reiterazione di tale pratica, alla società Life 120 Italia è stata irrogata una sanzione di 250.000 euro”.

Welcome Time Elevator, Life 120 Italia, Teleuniverso e il signor Adriano Panzironi – è la ricostruzione – hanno inoltre reiterato il profilo di pubblicità occulta già censurato dal richiamato provvedimento del 13 settembre 2018. Infatti, nel corso della rubrica “Panzironi venga a pranzo da noi”, presente all’interno di una puntata trasmessa il 5 marzo 2019 dall’emittente televisiva Teleuniverso, in un dialogo apparentemente casuale tra il signor Panzironi e un membro della famiglia ospitante venivano decantati i benefici dell’integrazione “Life 120”, sollecitandone implicitamente l’acquisto, in un contesto inidoneo a rivelare l’effettivo scopo pubblicitario della comunicazione. Per la reiterazione di tale pratica, alle società e a Panzironi sono state irrogate sanzioni per complessivi 40.000 euro.
La precedente sanzione

Contro Panzironi, già lo scorso anno l’allora ministra della Salute Giulia Grillo aveva preso provvedimenti chiedendo al garante delle comunicazioni di attivare le procedure previste dalla legge in materia di pubblicità sanitaria e repressione dell’esercizio abusivo delle professioni sanitarie. E proprio su questi basi, lo scorso gennaio il Tar del Lazio aveva confermato le sanzioni per oltre 500mila euro già inflitte dall’Antitrust ad alcuni produttori che vendono e promuovono gli integratori alimentari ‘Life 120’ attraverso il sito Internet Life120.it e la trasmissione televisiva. Tutti provvedimenti che non hanno provocato però alcun cambiamento e che ora hanno portato alla nuova azione dell’Antitrust.
I consumatori: “Pratiche intollerabili”

“Le pratiche commerciali scorrette sono già insopportabili, ma quando attengono alla salute e agli effetti terapeutici, allora diventano intollerabili – afferma in una nota Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non si può ingannare il consumatore rispetto agli effetti benefici e curativi di un integratore, divulgando stili alimentari non corretti”.

Anche il Codacons approva la multa dell’Antitrust. “Sulla salute non si scherza – afferma Carlo Rienzi – ed è grave lanciare messaggi ingannevoli su effetti benefici in realtà inesistenti di integratori e prodotti analoghi, perché in tal modo si deviano le scelte economiche dei consumatori. Tuttavia si tratta di un fenomeno che ancora oggi imperversa in tv come sulla carta stampata, con una invasione di pubblicità di integratori, bibite e alimenti vari dagli pseudo-effetti miracolosi, ma che in realtà non hanno alcun beneficio sulla salute”. “Una giungla che crea danni agli utenti, colpiti da messaggi pubblicitari ingannevoli e portati a spendere soldi per prodotti che non hanno le caratteristiche promesse”, conclude Rienzi.

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