7 Settembre 2002

Paniere, l`Istat cede. Rc auto: niente decreto

INFLAZIONE

Paniere, l`Istat cede. Rc auto: niente decreto

Roma.
Il paniere dell`Istat non è più un tabù e verrà rivisto. A una condizione: che i cambiamenti avvengano su basi scientificamente corrette.

Mentre diverse compagnie petrolifere hanno già comunicato nuovi aumenti del prezzo della benzina e il fronte che appoggia lo sciopero dei consumatori del 12 settembre si allarga con l`adesione di Ulivo e Uil, la revisione del tanto contestato paniere utilizzato dall`Istat per la valutazione dell`andamento dei prezzi al consumo e, quindi, del tasso di inflazione, sia cosa possibile. «Il paniere lo modificheremo a dicembre», ha detto il presidente dell`Istat Luigi Biggeri, ma si potrà tener conto delle indicazioni che arrivano purché «dimostrate scientificamente». Una tesi che, anche dopo la riunione di ieri, l`istituto ha tenuto a sottolineare in una nota finale.

Le associazioni dei consumatori hanno preso molto sul serio l`apertura dell`Istat e, nel corso dell`incontro con i vertici dell`istituto, l`hanno fatta definitivamente propria avanzando le loro richieste: disponibilità alla revisione del paniere e ad effettuare analisi sull`impatto dei prezzi per fasce di reddito; costituzione di un tavolo tecnico, già dalla prossima settimana, in cui valutare le proposte dei consumatori; disponibilità di avere visione della documentazione sulle metodologie di rilevazione dei prezzi in mano ai Comuni. Una piattaforma che ha riunito le due principali `correnti` del consumerismo nazionale: l`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) e la Coalizione dei Consumatori (Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega consumatori Acli, Movimento difesa del cittadino, Movimento consumatori, Unione nazionale consumatori). E che ha trovato d`accordo anche Altroconsumo, organizzazione non allineata. «C`è stata – ha dichiarato al termine dell`incontro il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti – qualche apertura da parte del presidente Biggeri per rivisitare il paniere e renderlo più attuale. Ora ci saranno le riunioni tecniche. La polemica c`è sempre perché è inammissibile che, per esempio, l`RC auto pesi per lo 0,54\% quando per una famiglia dal reddito di 1.000 euro al mese incide per circa l`8\%. Valuteremo se alle parole seguiranno i fatti».

Su questo tema c`è però da segnalare che il governo non ha intenzione di presentare un decreto del governo che, come ha annunciato il ministro Antonio Marzano, seguirà il normale iter parlamentare, con «l`assicurazione sui tempi celeri» di calendarizzazione del provvedimento. Ma sarà difficile che le tariffe vengano tagliate prima di un mese. Il piano del governo è in 10 punti ed è contenuto in un pacchetto di emendamenti al collegato alla Finanziaria sulla riforma delle assicurazioni auto in discussione in Parlamento decisa ieri il consiglio dei ministri. Tre in particolare le novità rispetto ai contenuti della riforma all`esame del senato che dovrebbe riprendere le discussioni il 17 di settembre (l`11 potrebbe partire la commissione d`indagine sugli aumenti a raffica): richiesta di delega al governo per una riforma organica del danno biologico: limite massimo del 20\% alla discrezionalità dei giudici in tema di danno biologico; norme per evitare i risarcimenti multipli.

Sul fronte dei prodotti di consumo c`è da segnalare l`iniziativa della Pam, che ferma fino a fine 2002 i prezzi di 300 prodotti.

Nel frattempo scattano nuovi aumenti dei prezzi dei carburanti. Secondo quanto si apprende da fonti di settore la Tamoil ha deciso di rimettere mano ai propri listini, rialzando il prezzo di vendita della verde, consigliato ai propri gestori, di 0,002 euro al litro a quota 1,07 euro e quello del gpl (sempre + 0,002 euro al litro a quota 0,520). Aumenti – sempre secondo le stesse fonti – per il gpl anche alla Erg e all`Api che hanno rialzato di 0,006 euro al litro il prezzo del carburante a quota 0,519 euro. IL tutto ha un motivo imperante: l`aumento del costo del petrolio, che ieri ha toccato i 30 dollari al barile. Rimane l`atteggiamento quantomeno singolare delle compagnie: quando c`è da aumentare sono velocissimi, quando c`è da tagliare i listini invece sono “ponderati“ e adeguano le quotazioni al distributore in due mesi. Potenza della concorrenza (mancata).

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