28 maggio 2017

PANICO IN PIAZZA SAN CARLO, COME TUTELARE I PROPRI DIRITTI

Doveva essere la serata del sogno Champions per i tanti torinesi – e non solo – riuniti in piazza San Carlo. E invece, la serata è finita con schizzi di sangue sui muri, kleenex e giornali intrisi di rosso, lamenti e denti spezzati. E poi sanpietrini, vetri, cocci di vetro dappertutto, ma soprattutto 1.527 feriti da soccorrere.

Dal sogno all’incubo, come accaduto una sera di tanti anni fa all’interno dell’Heysel. Stavolta è andata meglio, ma solo per caso: i video girati in piazza hanno immortalato il drammatico fuggi fuggi generale che, a pochi minuti dal termine della partita Real Madrid-Juventus, ha travolto i tanti cittadini presenti. Nessuno sa cosa sia successo. C’è chi assicura di aver sentito raffiche di mitra, chi giura ci siano state urla o un allarme lanciato all’improvviso (“bomba!”). Altri ancora raccontano di scoppi violenti. Ma si fa strada anche l’ipotesi della psicosi ingiustificata collettiva, alimentata semmai dai tanti episodi di terrorismo di questi mesi:

LE CRITICHE

Per carità, non si può imputare a nessuno un’esplosione di tensione così improvveisa: si tratta di un episodio largamente imprevedibile. Ma ciò nonostante, già nel corso della serata i testimoni hanno cominciato a criticare alcuni aspetti dell’organizzazione dell’evento:

a) ALCOLICI:

Stando al racconto di molti, già dal pomeriggio giravano troppe bottiglie di vetro: “Senza tutti quei cocci” – a parlare è Marco C., 36 anni, da Brescia – ”la maggior parte della gente non si sarebbe fatta male”. “Mi sono procurato dei profondi tagli ai piedi solo perché mentre correvo nella calca ho perso le scarpe” racconta Daniele, 29 anni, da Verona. Il Comune di Torino ha chiarito di non aver emanato alcuna ordinanza in proposito, così come era avvenuto (in una circostanza analoga) nel 2015.

b) SPAZI:

Diverse lamentele hanno riguardato la gestione degli spazi della piazza e soprattutto l’assenza di vie di fuga. «Lo schermo – spiega Marco C. – era troppo basso, ed è per questo che la gente si è accalcata lì sotto. Bastava alzarlo di tre metri e non ci sarebbero stati problemi». Non solo: all’interno della piazza non sarebbero stati lasciati alcuni spazi vuoti che di solito servono proprio per allentare pressione in caso di calca.

c) CONTROLLI:

Dure critiche sono piovute anche al sistema dei controlli. “Dal varco di via Maria Vittoria” – hanno spiegato i cittadini presenti – “si poteva entrare solo uno alla volta. Però, verso il centro della piazza, l’accesso era assai più ampio e non tutti venivano monitorati».

L’INDAGINE

La Procura di Torino ha avviato un’indagine per fare luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità: al momento l’ipotesi di reato formulata degli inquirenti è quella di procurato allarme. “Eventi in corso di accertamento”, come si legge nella nota della Prefettura, avrebbero scatenato in Piazza San Carlo la reazione di una “folla presa dal panico e dalla psicosi da attentato terroristico”.

L’INIZIATIVA CODACONS

Il Codacons intende fare chiarezza sui fatti accaduti in piazza San Carlo. Per questo, oltre a depositare la propria nomina di parte offesa presso la Procura di Torino, ha scelto di mettere a disposizione dei cittadini coinvolti la nomina individuale. Un atto necessario per segnalare la propria posizione agli inquirenti e garantirsi la possibilità di chiedere il risarcimento dei danni subiti, in caso di rinvio a giudizio.

Per aderire all’iniziativa clicca qui.

L’iscrizione avviene tramite l’invio di un SMS al numero 4892892 con il testo 203 CODACONS 2017 al costo onnicomprensivo di € 2,03, di cui una parte destinata:

  • alla campagna sociale in favore dell’Associazione Mary Poppins www.assomarypoppins.it che si occupa dei bambini ricoverati nel reparto di oncologia del Policlinico Umberto I di Roma;

  • all’Istituto Internazionale di Scienze Mediche Antropologiche e Sociali I.I.S.M.A.S. www.iismas.it attivo nel campo della ricerca medica a favore delle popolazioni più povere dell’Africa, dell’America Latina e del Sud-Est asiatico.