2 Settembre 2015

Panico per la bufala olandese Gli hooligans vanno a processo

Panico per la bufala olandese Gli hooligans vanno a processo

ROBERTA CATANIA Per mezza giornata si era pensato il peggio della giustizia olandese, invece alcuni dei 44 tifosi del Feyenoord che l’ autorità giudiziaria di Rotterdam ha rinviato a giudizio per i disordini scoppiati a Roma risponderanno anche dei danni alla Barcaccia, la fontana del Bernini che campeggia al centro di Piazza di Spagna. Sui giornaloni italiani, ieri in prima pagina si leggeva dell’ impunità che lunedì scorso un giudice pareva avesse regalato agli hooligans, invece non è così. Anzi, oltre alla buona notizia che i devastatori di opere d’ arte subiranno un processo c’ è anche la piccola consolazione che per una volta la cialtroneria non riguarda noi italiani, ma un paio di professionisti dei Paesi Bassi. Infatti difficile capire chi dei due abbia sbagliato, ma la bufala è scoppiata da un fraintendimento tra un giornalista e un avvocato di Rotterdam. A chiarire le cose è stata la procura di Roma, rimasta sempre in contatto con i colleghi olandesi e che ieri ha dovuto placare le ire dei politici e dei media nostrani. Così, il 27 novembre prossimo, i 44 tifosi del Feyenoord che il 19 febbraio scorso erano arrivati a Roma in trasferta per una partita di Europa League, e che erano stati fermati dalle nostre forze dell’ ordine, a vario titolo dovranno rispondere del danneggiamento dell’ opera del Bernini e dei reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. In un caso si parla perfino di tentato omicido nei confronti di un poliziotto. In un primo momento, finché la procura di Roma ha smentito l’ impunità per gli hooligans, intorno alle 16 di ieri, oltre alla rabbia per uno scempio che sembrava dovesse rimanere senza colpevoli, circolava anche un altro tipo di malcontento, dovuto alla spiegazione che era arrivata dalla stampa olandese: «Ultrà prosciolti per assenza di filmati o altre prove schiaccianti». Eppure tutti, per mesi, avevamo guardato con orrore le foto dei danneggiamenti e le tristi immagini delle telecamere puntate sulla celebre scalinata di Trinità dei Monti. Perciò non era possibile che quei fotogrammi non fossero agli atti. Per questo, con un velato tono d’ accusa da parte di chi poneva la domanda, non petendo certo immaginare che la stampa olandese avesse preso una tale cantonata, la questione è arrivata ai magistrati romani, i quali non hanno dovuto giustificarsi di una mancata trasmissione di prove a Rotterdam, dato che i video erano stati spediti regolarmente e avevano anche ricevuto conferma dai colleghi stranieri che il materiale probatorio era più che sufficiente per instradare un processo, bensì i pubblici ministeri si sono fatti una risata e chiarito i fatti. Anzi, di più, anche a Roma la giustizia continua a occuparsi di questa vicenda. Il 12 gennaio prossimo, infatti, a Piazzale Clodio ci sarà una nuova udienza contro sei tifosi olandesi, che saranno processati in conumacia. Contro di loro, in aula siederà anche il Codacons, che si è costituito parte Civile.

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