13 Novembre 2007

Panettone salato, lievita



Pandori e panettoni a caro prezzo per il Natale che si avvicina a grandi passi.
Le associazioni dei consumatori sono già in allerta e parlano di possibili rincari del prodotto tipico natalizio intorno al 10-15 per cento.
Il motivo è semplice ma non per questo accettabile.

L`aumento del costo delle materie prime che ha spinto in su il prezzo del pane e dei derivati almeno dal mese di settembre ad oggi ed è stato usato spesso come giustificazione per il conseguente rincaro del prezzo dei generi alimentari, potrebbe non risparmiare l`amato dolce di Natale, immancabile sulle tavole degli italiani durante il periodo delle festività. Ciò non significa, si affretta a sottolineare Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, “che questo aumento sia accettabile, anzi“. Secondo quanto verificato dall`associazione che tutela i diritti dei consumatori “essendo il pandoro o il panettone prodotti a valore aggiunto, non ci sono le stesse percentuali di aumento che si possono verificare in altri casi“. Detto in termini diversi, più è alto il valore aggiunto di un prodotto, meno incide il costo delle materie prime sul prezzo di vendita finale. Eppure i rincari sono attesi. Tanto che il Codacons ha già minacciato, dopo lo sciopero della pasta, anche quello del panettone. Il presidente Carlo Rienzi parla chiaro: “Per il mese di dicembre è attesa una vera e propria stangata sui consumatori perché la grande e piccola distribuzione aumenterà il prezzo dei generi alimentari a ridosso del Natale“. Per le famiglie significherà, insistono dal Codacons, una maggiore spesa di 15-30 euro soltanto per il cenone. Così il possibile annunciato sciopero dal 24 al 26 dicembre prossimi per protestare contro eventuali rincari. Ma cosa in particolare potrebbe far impennare il prezzo di pandoro e panettone? Il panettone sarà “salato“, rispondono sempre le associazioni dei consumatori, perché la farina per lievitati, che serve all`impasto, è passata in un anno da 0,26 a 0,34 euro al chilo. Il burro anidrido, il più usato per i dolci natalizi, costava nel 2006 circa 3 euro al chilogrammo, oggi praticamente il doppio, con un aumento del 100%. Per non parlare degli aumenti dell`11% sulla farina e del 2% sulle uova, abbinati a quelli del latte, +10% (secondo l`Istat). La produzione, poi, si prevede ridotta sempre rispetto allo scorso anno, così che potrebbe risultare difficile, dopo le feste, trovare pandori e panettoni a prezzo stracciato. Lo stratagemma di comprare oggi quello che non si deteriora per fare un po` do economia, è comunque sempre valido e raccomandato anche dalla Federconsumatori. “Inevitabile infatti – spiega ancora Trefiletti – l`impennata dei prezzi a ridosso del Natale. Questo significa che acquistare oggi un pandoro fa risparmiare anche il 15%“. Stesso discorso per prodotti particolarmente “cari“ come carne e pesce. “In questo caso – continua il presidente di Federconsumatori – un buon consiglio è di acquistarli qualche giorno prima e congelarli per salvaguardare la qualità“. Nel frattempo sembrano inevitabili anche ulteriori rincari da qui ad un mese per il pane, la pasta e i biscotti. Rispettivamente, del 40, 25-40 e 20-39 per cento. “Eppure il prezzo del grano si sta abbassando in questi giorni – fa sapere Trefiletti – con i panificatori siamo stati chiari: l`aumento del costo delle materie prime non può giustificare gli eventuali rincari dei dolci natalizi che non tollereremo per rispetto nei confronti delle famiglie già tartassate dall`aumento delle bollette del gas, dei servizi bancari, della scuola e dei trasporti“. Circa 800 euro in più che sommando le varie voci di spesa graveranno sul bilancio degli italiani da oggi a fine anno.

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