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25 Settembre 2007

Pane salatissimo. Costa sempre di più e ne consumiamo sempre di meno

Pane salatissimo, consumi al minimo
Prezzi su del 419% in venti anni.
E da gennaio è sparito dal 5,6% delle tavole

COSTA sempre di più e ne consumiamo sempre di meno. Stiamo parlando del pane, i cui prezzi si stanno impennando per colpa del caro-grano. Proprio nel giorno in cui i consumatori sono tornati all`attacco contro i rincari d`autunno (pane compreso) chiedendo al governo lo stato d`emergenza prezzi, dalla Coldiretti è arrivata la conferma che le famiglie mangiano sempre meno pane: il consumo, nei primi sette mesi del 2007, è calato del 5,6% consolidando una tendenza che ha già ridotto di un terzo gli acquisti dal 2000 a oggi. Così, su base annua, nel 2007 la quantità di pane consumato per uso domestico dagli italiani ha raggiunto il minimo storico, scendendo per la prima volta sotto il milione di tonnellate (989 mila tonnellate) secondo i dati Ismea AC Nielsen. La riduzione dei consumi, secondo la Coldiretti, è certamente collegata al cambiamento degli stili di vita ma è anche accompagnata da un progressivo aumento dei prezzi con rincari addirittura del 419% negli ultimi vent`anni. Da uno studio dell`organizzazione agricola, emerge che per pane e dolci il prezzo dal campo al consumo si moltiplica rispettivamente da 12 a 70 volte dato che la materia prima, il grano, incide per meno del 10% sul prezzo di vendita. Quindi, negli anni il prezzo del pane è aumentato a dismisura: nel 1985 un chilo di grano costava 23 cent e uno di pane 52 mentre oggi il primo costa ancora 22 cent mentre il chilo di pane è schizzato a 2,7 euro. Un valore, questo, teorico medio perchè il prezzo del pane casereccio varia moltissimo da città a città: da 1,49 euro al chilo a Napoli a 1,82 a Firenze, 2,08 a Roma, 2,24 a Palermo fin quasi a raddoppiare a Bologna (3,25) e a Milano (3,35) la città con il pane più caro d`Italia. A STIGMATIZZARE il caro-pane non è solo la Coldiretti. Per l`Unione nazionale consumatori il rincaro può dipendere soprattutto da come viene fatto e non tanto dai rincari dei prezzi dei cereali. Secondo l`associazione, bisogna vedere quali additivi vengono utilizzati per migliorare la qualità della farina scadente. Posizione, questa, non condivisa dai commercianti. Secondo il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, ci sono prezzi che risentono della crescita dei listini a livello internazionale, come pane e pasta. Ma contro i rincari, dagli alimentari ai treni, dalla carne a luce e gas sono tornati ieri a scendere in campo Adoc, Adusbef e Codacons che hanno chiesto al governo di “proclamare lo stato d`emergenza prezzi, per fronteggiare i nuovi aumenti in arrivo“. Secondo le associazioni dei consumatori, si tratta di una “stangata che deve portare a istitire una task force che abbia il compito non solo di punire le speculazioni, ma anche di studiare il fenomeno e verificare l`incidenza sul potere d`acquisto delle famiglie, al fine di individuare soluzioni per ridurre i prezzi del 5%, bloccare le tariffe ferroviarie, di luce e gas, tagliare accise e Iva sulla benzina e sostenere i bilanci familiari“. “DOPO QUESTA ondata di aumenti ? avvertono Adoc, Adusbef e Codacons ? i commercianti e i produttori non vengano a piangere per la diminuzione dei consumi dei cittadini e i minori guadagni: la conseguenza di rincari folli e ingiustificati sarà la caduta libera dei consumi degli italiani, con grave rischio per l`economia nazionale“.

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